Come conservare a lungo la farina bianca, proteica, di mais o di ceci

Le farine sono molto sensibili al calore e all’umidità. Una cattiva conservazione potrebbe favorire la nascita di insetti come acari o tarme e irrancidire il prodotto.

Le più utilizzate in casa sono quella bianca di grano tenero e la farina di grano duro o di semola. Ma il mercato segue le nostre esigenze e si è diffuso anche l’uso di altre tipologie di farine, anche senza glutine. Tutte dovrebbero essere tenute in barattoli di vetro chiusi ermeticamente per evitare contaminazioni.

Come conservare a lungo la farina bianca, proteica, di mais o di ceci

I vari tipi di farina sono validi alleati in cucina. Ogni tipologia è utile per una determinata preparazione e può accadere di avere più confezioni aperte e delle quali consumiamo solo modeste quantità. Diventa importante allora conservare correttamente questo alimento prezioso. È molto delicata e per questo deve essere preservata da condizioni ambientali dannose.

L’ambiente non deve essere né troppo caldo né troppo freddo e non è sufficiente tenere la confezione arrotolata per stare tranquilli. Anche se la dispensa è buia e non presenta umidità, sarebbe ideale inserire la farina in un barattolo di vetro ben chiuso. Questo eviterà anche che la farina assorba gli odori di alimenti presenti negli scaffali, rovinando le sue qualità. Maggiore è il tempo di conservazione e maggiori sono le probabilità che la farina perda in qualità. Ma ciò non significa che non possa essere utilizzabile.

Quando conservarla in frigorifero

Potrebbe accadere di acquistare una farina particolare della quale utilizzeremo solo una piccola quantità e che non consumiamo abitualmente. Oppure potremmo dover partire e quindi la farina resterebbe inutilizzata per lungo tempo. In questi casi è preferibile conservarla in frigorifero. La terremo così al riparo dalla formazione di insetti e prolungheremo la possibilità di usarla per le nostre ricette.

Quando rimane poca farina nella confezione, non sufficiente per una futura ricetta, potremo mescolarla al pangrattato per creare delle panature o gratinature croccanti. Basterà ungere con olio d’oliva la superficie degli alimenti da impanare e utilizzare questo mix. Il risultato sarà fragrante sia con la cottura in padella che nel forno o nella friggitrice ad aria.

Cosa succede se mangiamo la farina scaduta

Sulle confezioni troviamo solitamente una scadenza che va dai 7 agli 8 mesi. Anche se sappiamo come conservare a lungo la farina, potrebbe succedere di raggiungere la data indicata senza averla consumata. Innanzitutto dovremo verificare che non sia stata infestata da insetti e che non abbia un odore rancido o un sapore amarognolo. Se dopo aver controllato ci sembra che la farina sia ancora utilizzabile, potremo tranquillamente procedere con le nostre preparazioni. La farina infatti può essere consumata anche diversi mesi dopo la data stampigliata sulla confezione. Quella indica infatti il termine minimo di conservazione, oltre il quale il prodotto potrebbe aver perso in fragranza o qualche qualità organolettica. Dunque consumare la farina dopo tale data non comporta problemi di sicurezza per la nostra salute, inteso che sia stata conservata correttamente.

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