Come con un caricabatterie e con uno scambio di energia molti percepiscono di stare meglio. La pranoterapia può essere un’alleata?

Come con un caricabatterie e con uno scambio di energia molti percepiscono di stare meglio e con uno scambio di energia molti percepiscono di stare meglio. La pranoterapia può essere un’alleata?  Per essere subito chiari partiamo da cosa non è la pranoterapia. Questa disciplina non è una branca della medicina. Il pranoterapeuta non è un medico e quindi non prescrive farmaci o terapie, non legge esami di laboratorio, non fa diagnosi. In nessun caso, il pranoterapeuta sostituisce il parere medico, non può sostituire o sospendere una terapia farmacologica o meno in atto.

Per praticare deve avere un diploma, essere iscritto all’albo ed emettere fattura o ricevuta a seguito di un trattamento. Quindi, in che modo la pranoterapia può essere un’alleata?

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Cos’è la pranoterapia

La pranoterapia è una disciplina cosiddetta energetica, non invasiva, che si può inserire nella grande famiglia delle “medicine alternative”. Consiste nello scambio di prana, cioè di energia tra operatore e cliente con l’obiettivo di stare meglio.

Quando si parla di energia si può pensare a qualcosa di molto astratto quando invece è pane quotidiano per molte persone. Basta pensare al consumo calorico, cioè al dispendio di energia giornaliera in base a parametri come l’attività fisica, l’alimentazione, l’età è così via.

Ci sono giorni o periodi in cui per motivi lavorativi, ad esempio, spendiamo grandi quantità di energia. Oppure, fattori come il dormire poco o male e l’alimentazione scorretta che portano a non avere sufficiente energia per affrontare il quotidiano.

Questa è l’energia che tutti abbiamo, che si può alzare o abbassare. Su questa possiamo intervenire in molti modi ed è su questo che può intervenire anche  il pranoterapeuta.

Come con un caricabatterie e con uno scambio di energia molti percepiscono di stare meglio. Come avviene il trattamento?

Questo scambio avviene grazie all’imposizioni delle mani, durante il trattamento infatti il cliente è supino, vestito, mentre l’operatore, in piedi accanto a lui, tiene le mani su punti specifici. Non c’è neanche bisogno che il pranoterapeuta tocchi il cliente, bastano pochi centimetri di distanza tra i punti designati e la mano dell’operatore affinché il trattamento avvenga.

Per gli addetti ai lavori la pranoterapia è il dono di avere più energia rispetto al livello comune delle persone. Questa quantità aggiuntiva viene usata nei trattamenti, cedendola al cliente. Sostanzialmente come un caricabatterie.

Ciò che comunemente si sente durante il trattamento è uno stato di rilassamento generale, qualcuno addirittura si addormenta. A volte le mani dell’operatore si percepiscono come calde, motivo per cui è cresciuta l’errata leggenda che ogni persona con le mani calde sia un pranoterapeuta. A volte invece le mani dell’operatore si percepiscono fredde, altre ancora non si ha alcuna percezione a riguardo.

Quindi se la domanda è: la pranoterapia può essere un’alleata? La risposta è dipende da quale obiettivo si ha.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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