Come comunicare col proprio gatto

Come comunicare col proprio gatto? Natale o la fine della scuola sono i momenti in cui nelle famiglie italiane entra un animale domestico, spesso reclamato dai figli. Il gatto è solitamente definito come un animale incapace di affetto, scostante, interessato agli umani solo se riceve cibo. Ma non è vero; può invece sviluppare relazioni affettuose tanto quanto i cani. Conoscere in anticipo la personalità felina, permette di acquistare il gatto giusto, evitare forti delusioni, danni alla casa e risparmiare anche sulle visite dal veterinario.

Come comunicare col proprio gatto

Se si desidera un gatto affettuoso, quando lo si acquista o lo si riceve in regalo, bisogna far portare alcuni cuccioli in una stanza con oggetti, cibo, coperte. Solo il 50% di loro preferirà la compagnia dell’umano, preferendolo al cibo. Un gatto che non ci sceglie si sentirà costretto a casa nostra e sarà dunque molto indipendente. I gatti dimostrano il loro affetto gli umani allo stesso modo che per altri gatti: alzano la coda, si strusciano e ci leccano. Però sanno che non siamo gatti, siamo un altro animale. E miagolano: fra loro non lo fanno quasi mai, solo durante gli scontri con altri felini. I gatti sanno distinguere la diversa personalità degli umani e riconoscono le voci. Ma soprattutto comprendono i gesti: se si indica un’altra stanza dove sta il cibo, il gatto ci va da solo. Quando lo allontaniamo perché occupati mentre ci dimostrano il loro affetto, lo mandiamo in confusione.

Perché il gatto si nasconde

Il periodo della socializzazione per un gatto va dal primo al terzo mese. Se in questa fase non ha fatto esperienza di socializzazione con gli umani, tende a nascondersi. Carezze e complimenti lo aiutano a superare la timidezza. Un trasloco, l’arrivo di un neonato sono situazioni di forte stress, come pure l’arrivo in casa di un gruppo di persone con uno o più individui che lo spaventano. Ci sono in commercio feromoni calmanti che possono aiutarlo a superare questi traumi. Altrimenti bisogna rivolgersi a un etologo o uno psicologo felino.

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Come sgridare il gatto

Come comunicare col proprio gatto? Se un gatto si comporta male (es. graffia mobili e divani, distrugge le piante, non usa la lettiera), sta solo seguendo il suo istinto, abitudini che provengono da antenati selvatici. Ha bisogno di un tiragraffi o di nuovi giocattoli. Per sgridarlo efficacemente bisogna coglierlo sul fatto e dirgli “No” con un tono imperioso e speciale, più e più volte. Farlo dopo un disastro è totalmente inutile. Si spaventa, scappa, ma non capisce. Sgridarlo con violenza significa fargli associare qualcosa di negativo alla propria persona, potrebbe anche attaccare. Un gatto che morde e graffia le mani? Lo fa perché gli è stato permesso di farlo quando era piccolo. Ha imparato che le mani sono come una preda.

La lettiera

Il momento più difficile dopo il suo ingresso in una casa è constatare che non usa la lettiera. Lo fa se non gli piace la casa o non si è ancora abituato allo spazio, se la lettiera è troppo vicina alla ciotola del cibo o a quella dell’acqua. Anche se la lettiera non è stata pulita bene, se non gli piace l’odore della sabbia, se ci sono altri gatti nel palazzo o in casa e ha bisogno di marcare il suo territorio. Infine, se la ritiene molto piccola o troppo bassa, se voleva usarla ma la porta era chiusa. Un gatto che snobba la lettiera e rilascia in modo disordinato potrebbe invece avere una cistite o problemi renali e va portato dal veterinario.

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