Come calcolare i valori di equilibrio borsistico e decidere se sotto o sovrappesare l’investimento in azioni

Quante volte vi sarete domandati: guarda che ribasso di Borsa, conviene acquistare in ottica di lungo termine?

Forse non sapete come investire e volete un metodo facile e agevolmente comprensibile? Eccovi serviti.

Non dovete però fraintendere quello che sto per spiegarvi.

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Dietro questo metodo ci sono molti studi, oggetto di analisi e considerazioni di importanti studiosi ed altrettanto importanti istituzioni, a partire dalla FED, la banca centrale americana.

Come potete leggere qui, da un certo punto di vista, in ottica prettamente finanziaria, azioni ed obbligazioni sono equivalenti.

Useremo anche noi questa relazione tra azioni ed obbligazioni, per valutare decisioni di investimento.

E, quindi, come calcolare i valori di equilibrio borsistico e decidere se sotto o sovra pesare l’investimento in azioni?

Il metodo

Molti lettori sapranno cosa è il p/e o rapporto prezzo/utili.

Si tratta del rapporto che intercorre tra una quotazione di un titolo azionario e l’utile per azione.

Oppure del rapporto tra un indice di Borsa, e l’utile medio relativo a quell’indice.

L’inverso del p/e è l’e/p, ossia il rapporto tra l’utile ed il prezzo, che d’ora in poi chiameremo anche rendimento.

Facciamo un esempio.

Ipotizziamo un titolo azionario, o un indice di Borsa, che quoti 10.

L’utile è 1.

Quindi il p/e è pari a: 10/1, da cui si ricava un p/e di 10.

Invece l’e/p, che d’ora in poi possiamo anche chiamare rendimento, è pari a:

1/10, da cui si ricava un risultato del 10 per cento.

Dobbiamo quindi considerare la curva dei rendimenti dei titoli di Stato del Paese in cui è quotato l’indice di Borsa, o la curva dei rendimenti delle emissioni obbligazionarie della società, se consideriamo un titolo azionario (se non ci fosse usiamo ugualmente i titoli di stato). Consideriamo il rendimento del titolo decennale, cui aggiungiamo un 5 per cento.

Come calcolare i valori di equilibrio borsistico. Un esempio pratico

Esempio: se il rendimento del titolo decennale è il 2 per cento, aggiungiamo 5 per cento, ed otteniamo 7 per cento.

Calcoliamo quindi il p/e di equilibrio, dividendo il numero 1 per il rendimento trovato, espresso in forma decimale.

Pertanto, seguendo lo stesso esempio, avremo: 1/0,07, da cui otteniamo 14,28.

Questo significa che il p/e di equilibrio per l’azionario corrisponde a 14,28, pari ad un rendimento del 7 per cento (1/14,28).

Ottenuti quindi i precedenti dati, decidiamo di investire se la curva dei rendimenti dei titoli di stato del paese interessato è inclinata positivamente.

Questo perché un’inclinazione crescente è un indicatore rialzista sia sulla Borsa che sui titoli obbligazionari, esprimendo una proiezione di crescita economica, fattore appunto positivo sia per la sostenibilità del debito obbligazionario, che per le prospettive azionarie.

Quindi, raffrontando il valore del p/e azionario con il p/e di equilibrio o fair value, decideremo di investire in Borsa, se il p/e è inferiore. Viceversa, sottopeseremo l’investimento azionario, semmai riposizionandoci sull’obbligazionario. La stessa cosa la possiamo fare considerando, invece del p/e, il rendimento, che dovrà, quindi, essere superiore al rendimento di equilibrio.

L’analisi basata sull’esempio

Riprendiamo quindi l’esempio di sopra, cominciando a riportare i dati prima calcolati.

Rendimento del titolo di stato decennale: 2 per cento.

L’indice di Borsa ha un p/e di 10 e quindi un rendimento del 10 per cento.

I valori di equilibrio azionario sono un p/e di 14,28 ed un rendimento del 7 per cento.

Pertanto siamo in presenza di una quotazione a sconto per la Borsa.

Di quanto è sottovalutata la Borsa?

Per saperlo basta dividere il p/e trovato per il p/e di equilibrio, o l’e/p di equilibrio (tasso titolo decennale + 5 %), rispetto all’e/p trovato.

Quindi: 10/14,28 oppure 7/10, da cui si ricava una sottovalutazione del 30 per cento. L’inverso ci darà la capacità di rivalutazione, pari a 10/7, oppure a 14,28/10, pari a circa il 42 per cento.

Decidiamo quindi di investire in Borsa, e di liquidare, o sottopesare, l’investimento obbligazionario.

E la situazione della Borsa USA?

Passiamo quindi ad una analisi della situazione reale, occupandoci della Borsa USA, in particolare dell’indice Dow Jones Industrial Average.

Dopo gli scossoni di questi giorni, cosa dice il modello proposto?

Preliminarmente, analizziamo la curva dei rendimenti dei titoli di Stato USA, in base al seguente grafico.

curva bond usa

Come notiamo, ha inclinazione rialzista.

Significa che esiste una precondizione per investire in azioni o obbligazioni.

Ecco gli altri dati che ci servono.

Rendimento titolo di stato decennale: 0,67 per cento.

Rendimento di equilibrio: 5+0,67=5,67 per cento, espresso in forma decimale: 0,0567.

P/e di equilibrio: 1/0,0567=17,63.

P/e del DOW JONES INDUSTRIAL AVERAGE: 21,22, pari ad un rendimento di: 1/21,22=4,71 per cento.

Sono indicazioni importanti, che possono anche spiegare, almeno in parte, certe dinamiche.

Il Dow Jones Industrial Average, nonostante i recenti ribassi, quota a premio.

Nello specifico è sopravvalutato in misura pari a: 21,22/17,63, quindi del 20,3 per cento.

Stesso risultato si ottiene considerando i rendimenti.

Infatti: 5,67/4,71= 20,3 per cento.

Come calcolare i valori di equilibrio borsistico? Se l’indice si portasse su valori di equilibrio, quanto perderebbe dalle quotazioni attuali?

17,63/21,22=83 per cento, da cui un potenziale ribasso del 17 per cento.

Le indicazioni sono quindi di sottopesare l’investimento borsistico.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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