Come avvicinare un cucciolo di gatto diffidente o aggressivo in casa

In Italia ci sono 7,3 milioni di gatti che vivono nelle case, con esseri umani. Molti più dei cani, che sono “solo” 7 milioni. Una popolazione numerosa, quindi, dal carattere complesso e differente, anche nel modo di interagire con le persone. Infatti, non tutti i gatti si comportano allo stesso modo. Ci sono quelli molto più socievoli, altri decisamente più indipendenti e quelli che sono una via di mezzo. Del resto, è la loro natura e fa parte anche del loro indiscutibile fascino. Sono diversi dai cani, ma non meno affettuosi.

Varie tecniche per cercare di stabilire un contatto con il gattino appena arrivato a casa

Partiamo da una differenza. Prendere in casa un gatto adulto e selvatico potrebbe essere un grosso problema. Essendo già formato e con un suo carattere, non sarà per nulla facile cercare di stabilire un rapporto. Più facile, invece, è scoprire come avvicinare un cucciolo di gatto diffidente, aggressivo o impaurito in casa. La cosa principale che dovremo fare è avere pazienza. Tanta. Soprattutto se è adulto. La sua naturale diffidenza lo porterà a rispondere in maniera aggressiva, magari mostrando le unghie. E tentando di graffiarci. Pensare di portarlo a casa e conquistarlo dopo un giorno è un errore imperdonabile.

Lo stesso vale per i gattini. Se sono abituati a stare all’aperto o con la loro mamma, trovarsi, all’improvviso, in una casa, sarà destabilizzante per loro. Normale che siano persi e diffidenti. Prima di tutto, impariamo a creare subito un luogo dove possano fare i loro bisogni, mettendo loro a disposizione una lettiera. Con accanto una ciotola e del cibo. Deve essere un angolo tutto loro, dove si sentano più protetti e sicuri. Sempre senza dimenticarsi che non sono dei pupazzi o dei giocattolini nelle mani nostre o dei piccoli della casa.

Come avvicinare un cucciolo di gatto diffidente o aggressivo in casa

Il gattino deve essere conquistato con pazienza. Magari, iniziando a interagire con lui. A volte basta anche un filo di stoffa lungo per attrarre la sua attenzione. Facciamolo giocare tirandolo via, ma lasciandoglielo anche afferrare. In questi casi, parliamo loro con affetto, con voce rassicurante, senza dare ordini aggressivi. Deve imparare a capire che ora siamo noi la loro guida, in quel luogo del tutto nuovo. Dopo qualche giorno potremo tentare, con il dito, di accarezzare il gattino in modo delicato. Non carezze voluttuose, ma dolci.

Non deve mai sentirsi in pericolo. Quando lo vediamo più tranquillo, potremo fargli esplorare insieme a noi anche gli altri locali dove gli sarà consentito muoversi. E se il nostro micio inizierà a fare le fusa, a cercarci, a prendere il cibo dalle nostre mani, allora è fatta. Meglio ancora se userà uno dei modi spesso utilizzati dai gatti per farci capire che ci ama realmente. Per lui siamo ora, ufficialmente, la sua famiglia.

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