Come assumere dipendenti senza spendere

I costi per i dipendenti sono tra quelli che più pesano su un’azienda aperta da poco. Sarebbe un sogno poter assumere dei collaboratori senza che la società debba sobbarcarsi grosse cifre. Ecco allora come assumere dipendenti senza spendere. In parte è possibile sfruttando i contributi per le nuove assunzioni che spesso lo Stato offre. Ovviamente è possibile solo in parte perché la prestazione del dipendente non può essere gratuita. In questo caso si tratterebbe di lavoro volontario, ma non di assunzione di un dipendente.

Una prima ipotesi per avere un dipendente a costo zero è ricorrere al Servizio Civile Nazionale. In questo caso il dipendente è pagato dallo Stato ma esegue la prestazione a favore della società privata che lo ha preso in carico. Quindi per l’azienda è un lavoratore a costo zero. La società che assume il ragazzo sotto Servizio Civile può essere solo una Onlus o un ente senza scopo di lucro.

Come assumere dipendenti senza spendere

Per tutte le società commerciali ordinarie si può suggerire, invece, di sfruttare gli incentivi alle assunzioni. Gli incentivi sono solitamente diretti a determinate categorie di persone. Per esempio per i giovani, per coloro che sono già in cassa integrazione oppure per le donne madri.

L’imprenditore potrà risparmiare cifre interessanti decidendo di assumere un soggetto facente parte di una categoria per cui ci sono incentivi in corso. L’agevolazione più frequente consiste nell’azzeramento o nel forte sconto circa i contributi a carico del datore di lavoro.

Anche il datore di lavoro, come l’assunto, deve presentare certe caratteristiche per usufruire del bonus. Per esempio niente benefici per le aziende in ristrutturazione. Occorre che l’azienda sia in buona salute e la produzione attiva. Non devono esserci contatti o poste in comune con l’azienda da cui il lavoratore sia stato licenziato nei sei mesi precedenti. Il dipendente deve essere assunto con un regolare contrato rientrante in uno dei contratti collettivi nazionali. Infatti si tratta a tutti gli effetti di una assunzione regolare, anche se con la facilitazione derivante dall’incentivo concesso. Infine il datore di lavoro accede al bonus solo se è in pari con il pagamento degli oneri previdenziali al momento della domanda.

In caso di dichiarazioni false circa il possesso dei requisiti di legge il datore rischia sanzioni severe. La più pesante, a livello economico, è probabilmente l’obbligo di restituire i contributi ricevuti. Significherebbe perdete in un solo attimo tutto il vantaggio ricavato dall’aver assunto un dipendente con costi parzialmente a carico dello Stato.

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