Come aiutare qualcuno con un attacco di panico

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Come aiutare qualcuno con un attacco di panico? Qualcuno che conoscete ha avuto un attacco di panico e non sapevate che fare? Innanzitutto, rilassatevi. L’attacco di panico non è niente di percoloso, sebbene per chi lo sperimenti, non sia di certo piacevole.

La sensazione è quella di essere in pericolo. In pratica, si attiva un allarme nel nostro cervello. L’allarme ci fa reagire come di fronte ad un pericolo di morte. Dopo il primo episodio, è possibile che si sviluppi dell’ansia anticipatoria. In pratica, si comincia ad avere timore di avere un attacco di panico, il che porta inevitabilmente ad evitare situazioni che potrebbero fare da innsesco. In casi gravi, porta alla reclusione e alla despressione.

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I sintomi

Alcuni tra i sintomi sono iperventilazione, tachicardia, oppressione al petto o sensazione di non riuscire a respirare, torpore e sbandamento. Non sempre questi sintomi risultano visibili all’esterno. Una persona potrebbe apparirci completamente normale e a posto. Ma potrebbe stare avendo un attacco di panico nello stesso momento.

Vediamo dunque cosa fare.

Cosa fare se stai avendo un attacco di panico

Innanzitutto, cerca di ragionare lucidamente. Cerca di concentrarti sul fatto che quello che stai sentendo non deriva da un pericolo reale. Evita di spaventarti ancora di più pensando alla paura che stai provando. Fai respiri profondi. Sedersi o stendersi è un’ottima soluzione.

Cerca di comunicare. Cercare aiuto è sempre un’ottima cosa. Concentrati sul descrivere a qualcuno cosa stai sperimentando e cosa pensi di avere bisogno. Descrivere le sensazioni può aiutare a riportare la mente in uno stato di calma e razionalità.

Come aiutare qualcuno con un attacco di panico

Innanzitutto, se vedi qualcuno che si sente male, cerca di capire cosa sta succedendo e non intervenire alla cieca. Rimani calmo. Senza urlare, fai delle domande e instaura un contatto con la persona. Attenzione, alcune persone che sperimentano attacchi di panico non vogliono essere toccate durante un episodio. Prima di buttarvi in un abbraccio, chiedete se il contatto potrebbe aiutare o meno. Il rischio è che la persona reagisca in preda al panico e vi tiri un pugno involontariamente.

La cosa più importante da fare è ascoltare. Cercate gentilmente di far parlare la persona chiedendole di descrivere ciò che sente e cosa la potrebbe far star meglio.

Il disturbo

Una volta passato l’attacco (la durata varia da persona a persona, ma di solito si parla di qualche minuto), non sottovalutate l’esperienza. Potrebbe essere stato un caso isolato oppure no. Il rischio è che se sottovalutato, si possa trasformare in un disturbo psicologico serio che vi renderà la vita molto difficile.

Il disturbo da attacchi di panico è uno dei disturbi psicologici più diffusi in Italia. Già nel 2013, l’ALPA – Associazione Liberi dal Panico e dall’Ansia stimava che oltre 10 milioni di italiani avevano sperimentato almeno una volta nella vita un attacco di panico. Tra il 12 e il 38% di questi, vede il disturbo scomparire. Ma per il 20% si tratta di un problema grave. Dopo il trauma del lockdown, i numeri sono cresciuti.

Lo stigma sui disturbi psicologici non aiuta. Spesso chi sperimenta o vede qualcuno in preda ad un attacco di panico, sottostima la situazione. In casi gravi, si può arrivare al trattamento farmacologico con farmaci che agiscono sulla serotonina, rigorosamente dietro ricetta medica. Ai farmaci, si combina anche un trattamento di psicoterapia cognitivo-comportamentale.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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