Circa 400.000 persone rischiano di perdere il reddito di cittadinanza, vediamo perché

Si è deciso di procedere ai necessari tagli del reddito di cittadinanza per coloro che non ne hanno diritto o non ottemperano agli obblighi prescritti.

Per questa via, dunque, circa 400.000 persone rischiano di perdere il reddito di cittadinanza: vediamo perchè.

Ebbene, chi non ottempera all’obbligo di cercare lavoro, di iscriversi ai centri per l’impiego e di partecipare alle attività di politica attiva, decadrà dal beneficio. Pertanto, appare chiaro che chi non si presenta alle convocazioni dei centri per l’impiego e non partecipa alle attività prodromiche di formazione – ossia riqualificazione, stage, progetti – è in procinto di perdere il reddito.

A ciò si aggiunge l’ulteriore obbligo di dichiarare la propria disponibilità ai Comuni per i lavori di pubblica utilità.

Quindi, cosa bisogna fare per evitare detta conseguenza? Anzitutto, è bene cominciare a mettersi in regola immediatamente, recandosi presso i centri per l’impiego. Infatti, se il percettore non si presenta a tre convocazioni degli indicati enti, decade dal beneficio.

La perentorietà degli obblighi descritti deriva dai chiarimenti resi dall’ultimo decreto in materia. Contestualmente, il Governo ha anche sollecitato l’ANPAL di accelerare le pratiche delle convocazioni, proprio allo scopo di far funzionare il programma.

Le novità e le cause di decadenza dal beneficio

Da oggi, tutto cambierà per i percettori del reddito di cittadinanza. Infatti, non solo si è obbligati a “mettersi subito a lavoro” ma, in ogni caso, anche se non si venga collocati nell’immediato, le attività di riqualificazione e formazione impegneranno gli interessati quasi ogni giorno.

Con queste dinamiche è chiaro che “i furbetti” verranno stanati per forza di cose. Ciò in quanto chi, fino ad oggi, continuava a lavorare in nero, percependo contestualmente il beneficio, avrà grosse difficoltà a continuare il “doppio gioco”.

Infatti, sarà materialmente impossibile conciliare il lavoro non dichiarato con la disponibilità totale che si dovrà offrire per continuare a percepire il reddito. Non a caso, chi si rifiuterà di lavorare per il proprio Comune, o rifiuterà tre offerte di lavoro congrue, oppure la prima offerta di lavoro, in caso di rinnovo della misura, decadrà dal beneficio.

A ciò si aggiungono tutti gli obblighi connessi all’obbligo di partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro, che assorbiranno, praticamente tutto il tempo utile dell’interessato.

Obbligatorietà dei lavori di pubblica utilità

Tra le novità del reddito di cittadinanza, vi è l’obbligo concreto di lavorare per i Comuni di residenza. Infatti, è stato recentemente pubblicato il decreto che delega i Comuni ad emanare dei PUC. Si tratta di progetti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo, nei quali dovranno essere involti i beneficiari del reddito.

Essi dovranno partecipare ai progetti, attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità per il Comune. Per questi ultimi, l’impegno richiesto va da un minimo di 8 ad un massimo di 16 ore settimanali.

Circa 400.000 persone rischiano di perdere il reddito di cittadinanza: vediamo perchè

Inoltre, la partecipazione al progetto comunale deve essere garantita da parte di almeno un componente per nucleo familiare. I centri per l’impiego, inoltre, sono tenuti ad accelerare le pratiche di collocazione a lavoro dei destinatari del reddito. Essi, per legge, sono tenuti a convocare i percettori del beneficio entro 30 giorni, inserendoli nel programma di ricerca di un impiego, facendogli firmare il patto per il lavoro.

La convocazione può avvenire con ogni mezzo, anche SMS ed email. Infine, altro disincentivo ad approfittare del reddito è la comminazione di una sanzione maggiorata del 20% per i datori di lavoro che impiegano un precettore del reddito di cittadinanza, mentre quest’ultimo incorre in un reato di truffa aggravata ex art. 640 c.p.

In definitiva, per tutte le ragioni indicate, circa 400.000 persone rischiano di perdere il reddito di cittadinanza: ecco il perchè.

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