Cinque cose che non potremo più fare

Cinque cose che non potremo più fare.

La pandemia ha accelerato il cambiamento sociale in molte nazioni. Stiamo assistendo a mutamenti importanti sulla memoria e sulla capacità di apprendimento degli individui, dovuti al cambiamento di orari, di relazioni. E alla forte diffusione dello smart working. Ecco, secondo i più importanti neurologi mondiali, cinque cose che non potremo più fare, raccolte dalla redazione Salute e Benessere di ProiezionidiBorsa.

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Muoversi troppo poco

Cinque cose che non potremo più fare, di cui la prima è davvero importante. La pandemia ha moltiplicato il lavoro sedentario e ha ridotto il tempo libero e quello per lo sport. Anche la paura del contagio ha ridotto il tempo per lo sport, molte palestre hanno chiuso o sono deserte. La minor propensione al movimento aumenta il rischio cardiovascolare, per gli over 40. Dunque, non possiamo più permetterci un’attività motoria ridotta rispetto a quella abituale che svolgevamo prima. Anche quella minima che compivamo per raggiungere il luogo di lavoro.

Cinque cose che non potremo più fare

Un altro problema, sempre collegato alla tecnologia, è quello della selezione delle informazioni. La pandemia ha portato un aumento esponenziale delle informazioni che ci arrivano in modalità digitale. Oltre a quelle collegate al lavoro e al tempo libero, sono aumentate le informazioni legate ai nostri consumi abituali e non. Una parte di questi consumi, di cui prima ci occupavamo dal vivo girando per i negozi, li abbiamo passati sul web. Ora non possiamo più leggere tutto quello ci piace o che ci arriva, perché siamo più occupati. A fare shopping sul web, tra acquisti digitali e ricevute, è aumentato almeno del 25%. Dobbiamo recuperare il tempo per leggere un libro, facendo shopping nelle città.

La cattiva gestione del tempo

L’attività multitasking non stop è dannosa. Lo svolgimento del lavoro mentre si chatta, si controllano le e-mail e si telefona, creano un affaticamento cognitivo notevole per il nostro cervello. Che, spiegano i neurologi dell’MTI, non è un organo programmato per fare questo, ma per svolgere un compito alla volta. La produzione due ormoni, cortisolo e adrenalina risulterebbe, insomma troppo sollecitata. Non possiamo più permetterci giornate tanto faticose dal punto di vista mentale. L’aumento dello stress genera anche una riduzione della produttività.

La cattiva gestione delle relazioni

Stare troppo da soli a lavorare al computer in smart working nelle ore di lavoro, ascoltando troppa musica in cuffia, aumenta pericolosamente il proprio isolamento. Secondo i neurologi si sta diffondendo un forte peggioramento delle relazioni interpersonali tra colleghi di lavoro e studenti, nonostante le videoconferenze. Se la musica, poi è a volume troppo alto, ci sono anche da considerare le relazioni strette con alcune malattie degenerative, come l’Alzheimer. Se tendiamo all’isolamento, non possiamo più trascorrere la giornata senza tenere un diario. Calcolare quante ore stiamo da soli e quante ore stiamo con gli altri. Ogni giorno dobbiamo fare almeno dieci minuti di conversazione dal vivo.

Dormire troppo poco

Il continuo utilizzo della tecnologia provoca insonnia, da ciò derivano disturbi emotivi, stress e scarsa produttività sul lavoro. Il sonno regolare è una risorsa molto più importante di quanto pensiamo, per il nostro rendimento, non dobbiamo trascurarlo. Non possiamo più permetterci di dormire meno di sei ore per notte.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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