Cina nuovi stimoli e taglia le tasse

Recentemente la Cina ha rivisto al ribasso le stime per il proprio Pil nel 2019. Il prossimo target oscillerà tra il 6 e il 6,5%.

I primi indizi

Poco prima Apple, una delle più grandi multinazionali al mondo ha rivisto al ribasso le sue proiezioni per le vendite di iPhone in Cina. Contemporaneamente i dati sulle vendite di cellulari dimostravano che i consumatori si erano apertamente schierati a favore di prodotti locali. Il motivo? Più economici e con le stesse prestazioni.

Il brand non ha più il suo fascino?

Apple, diventato nel tempo uno status symbol come la Coca-Cola, potrebbe non avere più l’appeal finora tanto amato dai suoi affezionati? No, semplicemente i consumatori stanno rivedendo le proprie scelte. Un cambio di rotta paradossalmente favorito proprio dalla guerra commerciale. Partendo da questi presupposti molti rivenditori dei telefonini Apple in Cina hanno deciso, a loro volta a rivedere le politiche sui prezzi.

Nuove strategie di vendita

Infatti gli ultimi modelli di iPhone creati da Apple sono offerti a prezzi enormemente scontati. Nessuna grande innovazione rispetto agli stessi device della concorrenza spinge gli acquirenti verso una scelta differente. La concorrenza di nomi come Huawei ha portato alla debole performance dei nuovi iPhone in Cina. Un problema che per la ditta di Cupertino potrebbe peggiorare con l’entrata in scena della tecnologia 5G. I concorrenti cinesi, infatti, sembrano essere molto più avanti rispetto ai competitor statunitensi.

Cina in fase di rallentamento

Ma questo trend rientra all’interno di un’altra più grande tendenza. Quella riguardante un innegabile rallentamento economico della Cina. L’ultima conferma è arrivata in queste ore. Il governo del colosso asiatico ha annunciato un gigantesco taglio delle tasse. Una mossa che a molti ha ricordato la recente riforma fiscale voluta dal presidente Usa Donald Trump. Non solo, ma le autorità governative hanno anche affiancato a tutto questo un aumento delle spese e una serie di iniziative per aiutare le piccole e medie imprese. Già settimane  prima le autorità avevano confermato misure a favore delle banche con l’allentamento dei requisiti patrimoniali imposti alle banche.

Nuovi stimoli

Grazie a questa decisione gli istituti di credito sarebbero riusciti a liberare risorse e capitali da immettere nel sistema produttivo sotto forma di finanziamenti ai privati. Ma è anche una necessità che si presenta dopo le dispute con gli Usa sulla questione dei dazi. Tra luglio e settembre 2018, infatti, il Pil ha toccato il 6,5%, il minimo dallo scoppio della crisi.

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