Cicli economici e finanziari: verso l’estate di Kondratieff?

Un evento grave ed imprevedibile si sta abbattendo su economia e mercati, oppure rientra in un quadro prevedibile secondo certi schemi?

Cigno nero o fase prevedibile, almeno dal punto di vista socioeconomico?

In realtà, si stanno verificando indicazioni su un cambio di ciclo storico ed economico, che occorre leggere con opportuni strumenti.

Il coronavirus, in questa chiave di lettura, è solo una variabile sul tema, parte di una situazione più articolata e complessa.

Stiamo vivendo un cambio di ciclo economico e finanziario.

I temi da inquadrare in tale contesto, per comprendere la situazione, sono necessariamente più d’uno e vanno esaminati procedendo per gradi.

Possiamo aiutarci con una scaletta dei punti principali:

  • Quello che sta capitando si inquadra nel ciclo K o ciclo di Kondratieff, ma come cambiano economia e mercati secondo Kondratieff?
  • Quali segnali di lungo?
  • Cambiamenti sociali ed economici
  • Inquadramento del lungo termine: le borse hanno già fatto il massimo di lungo?
  • Quale asset allocation?
  • Andiamo verso l’estate di Kondratieff: quali conferme e quali caratteristiche?

Con questo articolo, inizio una serie di approfondimenti sui temi sopra richiamati, che saranno completati nei prossimi Andremo ad analizzare il  cambio di paradigma che stiamo attraversando, con particolare riferimento ai cicli economici e finanziari.

Poco a poco si disveleranno i pezzi di un puzzle, che comprende anche il lungo termine dei mercati, e tutto sarà chiaro.

Ma procediamo con ordine, e partiamo dai cicli di Kondratieff: cosa sono e quale impatto hanno sui mercati finanziari?

L’economista russo Kondratieff aveva individuato dei cicli economici e sociali della durata media di sessant’anni, suddivisi in quattro fasi: primavera, estate, autunno ed inverno.

Le quattro fasi individuate da Kondratieff venivano definite soprattutto in relazione all’andamento delle Borse e dei tassi.

Personalmente, ho scoperto che, invece che basarsi su Borse rialziste o ribassiste, è preferibile considerare la forza relativa delle Borse superiore o inferiore rispetto all’oro.

Cicli economici. Ecco quindi le caratteristiche salienti delle quattro fasi:

prima Fase (primavera):  inflazione e tassi crescenti, ma bassi, Borse con forza relativa superiore all’oro.

Seconda Fase (estate): Inflazione e tassi crescenti ed elevati, forza relativa della Borsa in ribasso rispetto all’oro.

Terza Fase (autunno): Disinflazione, tassi in ribasso, Borsa con forza relativa in rialzo.

Quarta Fase (inverno): Disinflazione/deflazione, tassi in ribasso, depressione economica e forza relativa della Borsa in ribasso.

L’analisi storica del susseguirsi di un ciclo completo ha evidenziato, tuttavia, che non sempre in ogni singola fase si ritrovano tutte le caratteristiche tipiche indicate da Kondratieff.

Invece riscontriamo sempre un alternarsi di fasi con forza relativa favorevole, alternativamente, alle Borse o all’oro.

Questo è visibile soprattutto sugli indici USA e, non a caso, è proprio la forza relativa, a mio parere, uno dei migliori indicatori delle diverse fasi.

In particolare la forza relativa del Dow Jones rispetto all’oro, usando il time frame mensile e la media mobile a 60 mesi.

Se la forza relativa è sopra la media, siamo in una fase in cui le Borse crescono più dell’oro, se in un mercato toro, e se scendono, perdono meno.

E viceversa.

Quindi, anche in fasi di forza relativa negativa delle Borse, questo non significa che  vanno solo al ribasso, ma che se sono in un mercato toro salgono di meno.

E che vanno maggiormente al ribasso in un mercato orso.

Il contrario si verifica nelle fasi in cui l’indicatore è sopra la propria media a 60 mesi.

Ecco l’indice Dow Jones Industrial con l’indicatore di forza relativa, rispetto all’oro, e la media mobile a 60 mesi dell’indicatore.

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Partiamo da sinistra, sulle Borsa USA, dagli anni quaranta, con la fase primavera (forza rialzista/freccia su), seguita dalla fase estate (forza ribassista indicata da freccia giù).

Il rialzo successivo rappresenta l’autunno, ed è quindi seguita una fase inverno, sino ai minimi del 2009. Nonostante una fase inverno, la Borsa è riuscita a realizzare nuovi massimi, ma la sua crescita ha avuto minor forza relativa rispetto all’oro.

Ecco che con tale sequela storica, riusciamo ad inquadrare il periodo che stiamo lasciando, una fase primavera, verso una fase estate.

Occorre infatti notare che proprio questo mese l’indicatore ha rotto al ribasso la media mobile.

Questo segnale ci fornisce diverse indicazioni, sotto il profilo socioeconomico.

Infatti occorre considerare che i passaggi a fasi negative rappresentano situazioni spesso caratterizzate da problemi a livello economico, sociale, o di altro tipo.

Probabilmente non è un caso che stiamo assistendo a una crisi a livello non solo sanitario, ma anche geopolitico.

Ovviamente le epidemie non seguono un ciclo economico e possono considerarsi variabili indipendenti. Comunque, anche non fosse intervenuta un’epidemia, come il coronavirus, saremmo andati probabilmente incontro ad un periodo di problematiche socioeconomiche.

Nel prossimo articolo vedremo se l’ipotesi di una fase estate di Kondratieff trova altri tipi di riscontro nella situazione economica.

Quale altro tipo di crisi sociale ed economica potrà caratterizzare il prossimo futuro, in particolare in Europa, e come si inquadrano le proiezioni economiche e finanziarie della curva dei rendimenti in tale contesto.

Se questi temi non occuperanno troppo spazio, inizieremo a trattare anche il quadro tecnico, per domandarci se le Borse, in particolare quelle USA,   e i cicli economici abbiano già realizzato il proprio massimo di lungo termine.

 

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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