Ci sarà una crisi di Governo?

Diversi analisti politici, ma anche semplici cittadini, si stanno in questi giorni interrogando sul futuro politico del nostro Paese.

Dove stiamo andando, verso quali orizzonti, ma, soprattutto, ci sarà una crisi di Governo?

Il tema, rimasto in questi ultimi giorni un po’ in sordina per lasciar spazio alle notizie su vaccini, nuovi DPCM e crisi economica, sta tornando nuovamente d’attualità. E questo mentre la legge finanziaria sta per passare all’approvazione definitiva, entro il termine per evitare l’esercizio provvisorio di bilancio.

In realtà, la possibilità della caduta di questo esecutivo non è mai venuta meno. Soprattutto dopo la presa di posizione di Renzi e di Italia Viva, ed il tema era solo rimasto in sospeso.

Per comprendere il perché questo evento potrebbe essere più vicino di quanto molti pensino, analizziamo la posizione dei diversi attori in gioco. Essenzialmente appartenenti alla maggioranza, ma non solo.

Posizione di Renzi e di Italia Viva

In questa fase le posizioni di Renzi e di Italia Viva da un lato, e quelle di Conte dall’altro lato si stanno distanziando.

Principalmente sul Recovery Plan. Non solo la cabina di regia, ostacolo probabilmente superato dal fatto di considerarla complementare ad organi come Governo e parlamento, e non sostitutiva. Ma anche i contenuti elaborati da Conte non paiono proprio piacere a Renzi. Il leader di Italia Viva ha in questi giorni elaborato, con l’ausilio di tecnici e di esperti, un proprio Recovery Plan. Almeno in una sessantina di punti parrebbe, dalle notizie disponibili, differire profondamente da quello di Conte, per visione e contenuti.

Difficile quindi trovare una quadra, tanto che parrebbe che su tale tema Conte si stia, come dire, sfilando. E ciò accadrebbe affidando al ministro dell’economia Gualtieri il compito di discutere direttamente di questo argomento con Renzi ed Italia Viva. Non certo un segno che dimostri che Conte ha saputo superare l’impasse in materia. Anzi, una dimostrazione di non aver intenzione di confrontarsi direttamente con i renziani.

E se non si trova una quadra, le ultime notizie sono per una dimissione dei renziani dall’esecutivo.

Per non parlare del MES, che continua a vedere nettamente contrari ad un suo utilizzo i pentastellati, una delle due principali gambe su cui poggia la maggioranza. Pertanto, Conte difficilmente potrebbe cedere ad un suo utilizzo, come invece auspicato dai renziani.

La questione dei servizi segreti

Ma esiste almeno un altro rilevante tema istituzionale, che divide Conte e renziani.

Il Presidente del Consiglio parrebbe intenzionato a trattenere per sé la delega ai servizi segreti, posizione che viene ritenuta invece incompatibile con i principi di uno stato liberaldemocratico da parte dei renziani.

In buona sostanza, Conte non pare intenzionato a cedere su temi, ritenuti essenziali da Italia Viva, e quindi, sotto tale profilo, possiamo ritenere praticamente irrinunciabile da parte loro la crisi di Governo, a meno di una retromarcia all’ultimo minuto da parte di Conte, decisamente assai poco probabile.

La posizione di Conte

Come abbiamo detto, anche in vista di prossime, future elezioni anticipate, Conte vorrebbe probabilmente smarcarsi dalle forze che l’hanno finora sostenuto, forse anche fondando un proprio partito.

E non solo per opporsi ai renziani, ma per differenziarsi anche rispetto ai pentastellati ed al PD. Per questo difficilmente potrebbe rinunciare a temi e posizioni, che ritiene possano rafforzarne immagine e posizione, come quelli che abbiamo considerato sopra. Di qui una dialettica soprattutto con i renziani.

Posizione di pentastellati e PD

Per certi versi anche PD e pentastellati vorrebbero che il Governo passasse ad una fase successiva, caratterizzata da un maggior slancio e, in un certo senso, stanno anche loro esercitando un pressing su Conte.

Per tentare di archiviare il rischio dimissione dei renziani, stanno al contempo paventando elezioni anticipate, basate poi su un’alleanza di tutti gli attuali partiti di maggioranza, con esclusione dei renziani, che in tal modo sarebbero destinati ad un misero consenso elettorale.

Ma si tratta di un’arma spuntata, perché, stando alle ultime proiezioni elettorali, in caso di elezioni anticipate, il vincitore sarebbe alla grande il centrodestra, ragion per cui comunque l’alleanza di centrosinistra necessiterebbe, intanto, di tutte le forze disponibili, renziani compresi.

E, comunque, sarebbe una magra consolazione destinare i renziani ad una probabile sconfitta, quando anche il resto degli attuali partiti di maggioranza non potrebbe comunque aspirare ad avere la maggioranza per governare.

Il tutto, fermo restando che esistono tuttora temi ancora molto divisivi anche tra gli altri partiti di maggioranza, uno su tutti il MES.

Semestre bianco

Tutti gli elementi sopra considerati fanno propendere per una certa probabilità di crisi, ma un altro elemento è ancora più rilevante.

Si tratta del semestre bianco, che inizia il 3 agosto.

È il periodo in cui il Presidente della Repubblica non può sciogliere le Camere.

Renzi sa bene, quindi, che le elezioni sono un’arma spuntata tra le argomentazioni degli avversari della sua stessa maggioranza, come abbiamo visto sopra.

Ma sa anche che, durante il semestre bianco, una crisi di Governo avrebbe, nel caso non si riuscisse a fare un nuovo esecutivo, l’esito di mantenere in carica l’attuale. Fosse anche solo come esecutivo dimissionario incaricato dei soli affari correnti.

Pertanto, se la crisi non si apre adesso, difficilmente potrebbe aprirsi successivamente.

Ed il successore di Mattarella, o egli stesso, se fosse rieletto, difficilmente contrasterà la statistica che vede il Presidente della Repubblica sciogliere le Camere nei primi anni del suo mandato.

La mossa del cavallo

Alcune indiscrezioni in questi giorni stanno onorando la memoria dello scrittore Camilleri, appellando con il titolo di un suo noto romanzo, “La mossa del cavallo”, un interessante dietro le quinte.

Renzi comunque avrebbe una mossa segreta, anche per contrastare l’alleanza di tutte le altre forze di centrosinistra, alleate tra di loro, ma con esclusione di Italia Viva.

Sarebbero in atto contatti tra Renzi e partiti di centrodestra, per portare poi Italia Viva a formare un’alleanza di segno opposto all’attuale proprio con il centrodestra.

Fantascienza?

Non pare. In fondo, considerando anche diversi siti di analisi politica, molti considerano Italia Viva un partito non certo socialista, ma liberale. E che quindi dovrebbe trovare il proprio alveo naturale di collocamento proprio nel centrodestra.

Parrebbe, da queste indiscrezioni, che favorevoli a questa alleanza sarebbero leghisti e Forza Italia, decisamente contraria la Meloni.

Ma in politica, appunto, mai dire mai.

In fondo sono attualmente al governo forze che, durante le precedenti elezioni, erano reciprocamente avversarie, come PD e pentastellati. E tra le quali erano addirittura insorte diatribe giudiziarie, anche di natura penale.

Conclusioni

Una serie di diversi fattori evidenzia come in questo periodo vi sia la più alta probabilità di una crisi di Governo.

Passato questo periodo, e soprattutto raggiunta la data del 3 agosto, una crisi di Governo diverrebbe decisamente più improbabile, per tutti i motivi che abbiamo illustrato.

La crisi, ovviamente, non è scontata, ma se le posizioni di Conte e di Renzi ed Italia Viva rimangono le attuali, è quasi inevitabile.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box“e “PLT

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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