Chi subirà danni economici dai limiti sulla circolazione del contante?

Chi subirà danni economici dai limiti sulla circolazione del contante? Di recente abbiamo sollevato l’attenzione sulla progressiva riduzione del contante in Italia. Soprattutto a partire dal luglio prossimo, ma anche a gennaio 2022, l’uso del contante diminuirà per legge. L’eliminazione del contante, fenomeno che non accadrà dalla sera alla mattina, ma che sarà costante e progressivo, ha uno scopo dichiarato. Fare emergere il lavoro sommerso, i traffici illegali, il lavoro in nero. E, con esso, l’evasione fiscale. Impedendo di pagare grosse cifre in contanti, terrà sempre più traccia di ogni singolo movimento di un’impresa. E, di conseguenza, di ogni singolo lavoratore che ad essa fa capo.

I detrattori di queste misure parlano subito di attacco alla privacy. E, ancor di più, di misure incostituzionali. Perché non si può impedire alla gente di accumulare denaro contante, soldi sonanti, se vuole. I propositori, come detto, suggeriscono che solo il denaro elettronico farebbe emergere la vera evasione fiscale e gli illeciti di una nazione che ci campa sopra. A questo proposito, sapete a quanto ammonta il sommerso in Italia? Almeno al 10% del PIL, secondo più studi di fonti diverse. Cioè oltre 200 miliardi. Solo la Mafia, se fosse una società di capitali (la famosa Mafia SpA), farebbe attività illegali per oltre 100 miliardi di euro l’anno. Sia come sia, la questione rimane. Chi subirà danni economici dai limiti sulla circolazione del contante? Vediamo di capirlo.

Chi subirà danni economici dai limiti sulla circolazione del contante?

Una misura come il blocco della circolazione del contante è una cosa drastica. Se ne è parlato anche ai discussi (e pare inutili) recenti Stati Generali dell’Economia a Villa Pamphilj. Di certo c’è solo una cosa. Perché possa sortire un qualche effetto, andrebbe attuata senza alcun indugio, dalla sera alla mattina. Dal giorno dopo, niente più contante accettato per nessuna spesa. Ovviamente la cosa creerebbe non pochi problemi, e non è (purtroppo) una soluzione percorribile. Al momento attuale,  richiederebbe mesi di preparazione. Non solo. Servirebbe anche una massiccia opera di penetrazione della misura nella coscienza di un popolo come quello italiano, tra i più restii in Europa all’uso del denaro elettronico.

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Come rendere la misura appetibile, se si volesse realmente realizzare, poi? Per esempio, con uno sconto sull’IVA immediato sui consumi. Paghi in maniera elettronica? Via l’IVA, con accredito immediato dello sconto sul proprio conto corrente. Persisti nel voler pagare in contanti? IVA raddoppiata, con aumento immediato del costo del bene acquistato. Ad esempio, se un bene costa 10 € ivato del 22% (in realtà ne costerebbe 8,2 senza), per chi paga in contanti costerebbe 11,81 euro perché l’IVA sarebbe al 44%.

In definitiva, nessuno può dire se una misura del genere farebbe crescere sicuramente l’economia o la bloccherebbe, se applicata senza giudizio. Ma se fosse legata ad una cosa come l’IVA, sicuramente la farebbe crescere. E non è l’unico metodo con cui il denaro elettronico potrebbe far crescere l’economia. C’è anche l’eliminazione delle commissioni per micro pagamenti, per esempio al bar, o quelli sotto una certa soglia. E un sondaggio di SWG dice che il 58% degli italiani è favorevole all’immediata eliminazione del contante. Se questa percentuale si potesse tradurre in PIL, per noi sarebbe come la manna dal cielo.

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