Chi risponde a questi criteri potrebbe avere un rischio di patologie cardiovascolari più alto degli altri

Ogni anno tante persone soffrono di ictus e infarti, spesso con esiti invalidanti o talvolta mortali. Ciò è particolarmente vero man mano che si va avanti con l’età. In particolare, le donne di più di 60 anni costituiscono una grossa fetta delle persone con gravi problemi cardiovascolari.

Le cause possono essere di due tipologie; alcune sono inevitabili, altre possiamo cercare di prevenirle.

Gli esperti conoscono queste possibili cause, dette anche fattori di rischio. Questo perché, sulla base di diversi elementi che riguardano il nostro corpo le nostre abitudini, il rischio di episodi legati al sistema cardiovascolare può aumentare. Chi risponde a questi criteri potrebbe avere un rischio di patologie cardiovascolari più alto degli altri.

Chiaramente, non siamo in grado di effettuare una diagnosi da soli, ma possiamo capire, se abbiamo ragione, rivolgendoci al nostro medico curante per degli accertamenti. Per farlo, possiamo utilizzare i nostri dati, le nostre abitudini e i valori delle ultime analisi. Di seguito riportiamo una lista di alcune informazioni rilevanti a questo scopo.

Fattori di rischio non modificabili

I fattori di fischio non modificabili sono quelli che non possiamo davvero evitare, possiamo solo alleviarne l’effetto con delle buone pratiche. Fra questi ci sono l’età e il sesso. Infatti, la maggior parte degli infarti avviene in soggetti tra i 50 e i 60 anni, soprattutto nelle donne. Mentre, in età giovane e matura sono gli uomini a essere più colpiti. Il fatto è che la donna diventa più a rischio con l’arrivo della menopausa. Un altro fattore su cui non possiamo intervenire direttamente è la familiarità. Cioè, potremmo essere geneticamente predisposti a episodi di infarto se diversi i nostri parenti hanno avuto problema problemi cardiovascolari.

Ci sono poi i fattori di rischio modificabili, su cui possono influire l’ambiente e lo stile di vita, sia in positivo che in negativo. Questi sono la pressione arteriosa, il colesterolo, diabete, obesità, fumo, alcol e stress.

Chi risponde a questi criteri potrebbe avere un rischio di patologie cardiovascolari più alto degli altri

La carta del rischio cardiovascolare si basa proprio sui fattori di rischio. Si tratta di una serie di tabelle che permettono ai medici di calcolare il rischio di infarto e ictus nei prossimi 10 anni. Questo dato riguarda le persone tra i 40 e i 70 anni che non hanno mai subito un evento cardiovascolare maggiore.

Quando la compiliamo dobbiamo fornire i dati personali come età e genere, ma anche diversi valori. Generalmente, si parla di ipertensione quando la pressione massima supera i 140 mmHg e la minima i 90 mmHg. Anche il colesterolo alto è un fattore di rischio, anche se ampiamente modificabile con gli alimenti giusti. Dovremmo anche considerare un girovita entro certi limiti e la presenza del diabete. Infine, fra i fattori considerati nella carta del rischio cardiovascolare ci sono anche le cattive abitudini come il fumo, lo stress e l’alcool. Se ci riconosciamo in una o più di queste caratteristiche, abbiamo ragione di chiedere un consulto al nostro medico.

(Le informazioni presenti in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in ogni caso, di chiedere sempre il parere di un medico o di uno specialista e di leggere le avvertenze riportate QUI»)

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