Chi pagherà l’imposta sui servizi digitali del 3% dopo la consultazione pubblica?

In arrivo la nuova imposta sui servizi digitali del 3%, lo comunica l’Agenzia delle Entrate con un comunicato stampa del 12 gennaio 2021. Ma chi pagherà l’imposta sui servizi digitali del 3% dopo la consultazione pubblica?

Proiezionidiborsa illustra ai propri Lettori di cosa si tratta. L’Agenzia delle Entrate aveva reso consultabile la bozza del provvedimento sulle modalità di applicazione dell’imposta sui servizi digitali. Ciò al fine di consentire agli interessati, direttamente o indirettamente, di fornire proposte di modifiche e o integrazioni, entro il 31 dicembre 2020.

Con il comunicato stampa del 12 gennaio, informa di aver chiuso la consultazione pubblica sul provvedimento attuativo dell’imposta sui servizi digitali. L’iniziativa promossa dall’Agenzia delle Entrate ha avuto un importante successo, attesi i numerosi contributi inviati. L’Ente, all’uopo, ha informato che al provvedimento attuativo seguirà una circolare con delucidazione in ordine agli aspetti emersi. Inoltre l’Agenzia specifica che saranno pubblicati sul sito i contributi inviati dagli stakeholder, tranne quelli, ovviamente che hanno chiesto di rimanere riservati.

Due tentativi e una consultazione pubblica: debutta l’ISD

Dopo due anni finalmente si parte affiancando l’attuale tassazione a quella già in vigore in Francia. In effetti stessi presupposti impositivi e stessa aliquota. Il governo si aspetta un gettito di diverse centinai di milioni di euro. L’imposta sui servizi digitali si verserà a partire dal 2021, per i servizi digitali prestati nel 2020. Chi pagherà l’imposta sui servizi digitali del 3% dopo la consultazione pubblica?

L’imposta sui servizi digitali è un’imposta pari al 3% derivanti da determinati servizi digitali di imprese di notevoli dimensioni. L’imposta, come si legge nel provvedimento di bozza dell’Agenzia delle Entrate, si ottiene applicando l’aliquota del 3% ai ricavi imponibili, realizzati nell’anno solare.

Chi pagherà l’imposta sui servizi digitali del 3% dopo la consultazione pubblica?

Sono soggetti all’imposta i soggetti esercenti attività di impresa, che:

  • nell’anno precedente, hanno realizzato ricavi non inferiori ad euro 750.000.000, ovunque nel mondo;
  • e nel medesimo periodo, hanno ottenuto ricavi di almeno 5.500.000 di euro da determinati servizi digitali realizzati nel nostro territorio.

Cosa sono i servizi digitali? L’Agenzia dell’Entrate chiarisce che per servizi digitali si intendono: veicolazione su un’interfaccia digitale di pubblicità mirata agli utenti della stessa interfaccia; messa a disposizione di una piattaforma web multilaterale che consente agli utenti di interagire tra loro, anche al fine di facilitare la fornitura di beni e servizi; trasmissioni di dati raccolti da utenti e generati dall’utilizzo di una interfaccia digitale.

Sembra palese quindi la ratio seguita dal legislatore per individuare i soggetti passivi, ovvero le grandi Big Tech che gestiscono Social e Market Place. Con grande obiettività, l’augurio alla neo imposta è quello di colpire nel segno. Ossia, l’equità nella tassazione facendo contribuire i “grandi esclusi” e che la filiera delle PMI non paghi lo scotto.

 

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