Chi non vuole lasciare i soldi sul conto ma ha un orizzonte di breve periodo, meglio Buoni postali o conti di deposito?

Mantenere i soldi sul conto corrente è dannoso, come più volte gli Analisti di ProiezionidiBorsa hanno evidenziato da queste colonne. Chi volesse allocare il risparmio bancario in altri strumenti con un maggiore rendimento, ma con un alto grado di sicurezza, quale investimento potrebbe fare? Secondi gli esperti di ProiezionidiBorsa sono due gli strumenti su cui puntare.

Chi non vuole lasciare i soldi sul conto ma ha un orizzonte di breve periodo, meglio Buoni postali o conti di deposito?

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Come investire un capitale in uno strumento sicuro, altamente affidabile, con un minimo rendimento, avendo un orizzonte temporale di massimo 24 mesi? Sono due gli strumenti interessanti: i Buoni fruttiferi postali e i Conti di deposito.

Si escludono i titoli di Stato in particolare i BTP. Infatti un titolo di Stato con durata residua attorno ai 24 mesi ha un rendimento negativo. Per esempio il BTP scadenza marzo 2023 (Isin: IT0005325946), ha un rendimento negativo annuo dello 0,3%.

Ritorniamo al confronto tra Buoni fruttiferi postali e conti di deposito e vediamo quale rende maggiormente. Ipotizziamo di avere 100.000 euro da investire (ma se fossero 10.000 sarebbe la stessa cosa). Supponiamo inoltre, di volerli disinvestire entro i prossimi 24 mesi, a marzo 2023.

La sfida tra conti di deposito e Buoni fruttiferi postali

I vantaggi dei Buoni fruttiferi postali sono zero costi per sottoscrizione e rimborso, una fiscalità agevolata del 12,5% e la garanzia dello Stato italiano. Il Buono ordinario è quello che più si avvicina all’esigenze sopra indicate.

Si può disinvestire in qualsiasi momento ma riconosce un rendimento annuo a scadenza dello 0,05%. Investendo 100.000 euro in questo strumento per due anni, il rendimento dopo 24 mesi sarà di poco più di 100 euro.

Optando per un conto di deposito, si può sperare in qualcosa di più. Le attuali offerte sul mercato permettono di ottenere a scadenza fino a 1.600 euro. Attenzione però ad una serie di condizionalità.

La prima è il vincolo. Il rendimento si ottiene se si lasciano i soldi sul conto per 24 mesi. Ma se si preleva prima della scadenza (operazione possibile con i conti svincolabili), il rendimento crolla.

I rendimenti sono da tassare al 26%. L’apertura del conto prevede un costo che per i migliori conti di deposito raggiunge i 400 euro.

In conclusione

Quindi, chi non vuole lasciare i soldi sul conto ma ha un orizzonte di breve periodo, meglio Buoni postali o conti di deposito? Conti di deposito e Buoni fruttiferi postali sono strumenti che assolvono entrambi la stessa esigenza ma con risultati profondamente diversi. E anche per funzionamento sono molto diversi. Comunque i numeri dicono che un conto di deposito bancario rende molto di più di un Buono fruttifero ordinario.

Approfondimento

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