Chi ha un mutuo a tasso variabile corre questo grande rischio

C’è il rischio che i tassi di rendimento in Italia tornino a salire, penalizzando chi ha un debito con le banche. Chi ha un mutuo a tasso variabile corre questo grande rischio. Vediamo perché e vediamo la soluzione suggerita dal team di Esperti di ProiezionidiBorsa.

Rischio esplosione debito pubblico per l’Italia

La situazione economica nel nostro Paese si va via via deteriorando. Il debito sta crescendo e potrebbe presto andare fuori controllo. Il Prodotto Interno Lordo rischia di sprofondare sotto il 10% per quest’anno e di risalire poco nel prossimo. Una volta eliminati i blocchi ai licenziamenti, esaurita la cassa integrazione, si rischiano un milione di disoccupati e la chiusura di migliaia di aziende.

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In questo contesto, il Governo per tamponare i disagi economici è costretto a stanziare nuove risorse che non ha e quindi a fare nuovo debito. Con l’ultimo DPCM i miliardi stanziati sono 5. Da marzo l’esecutivo Conte ha fatto manovre per oltre 100 miliardi. Soldi che non ha e che chiede in prestito ai mercati tramite emissioni di titoli di Stato.

È chiaro a chiunque conosca un minimo di economia, che non si può andare avanti a fare debiti senza creare le premesse per ripagare quei debiti. Spese per bonus, sussidi, cassa integrazione, sono necessari ma sono improduttivi.

Chi ha un mutuo a tasso variabile corre questo grande rischio

L’Italia si avvicina a grandi passi verso un punto di non ritorno, dove molta parte del debito non potrà essere restituita. Quel limite lo hanno ben chiaro i mercati, che come ci hanno prestato i soldi oggi, domani potrebbero decidere di volerli indietro.

Come? Iniziando a vendere a piene mani i nostri titoli di Stato e facendo schizzare verso l’alto lo spread. Non è un caso che nelle ultime seduta Piazza Affari si è inabissata.

Che accade se lo spread sale?  Che i tassi in Italia salgono, specialmente quelli sul debito. Uno dei settori che è più colpito in caso di rialzo dei tassi è quello dei mutui. Chi ha un mutuo sulla casa a tasso variabile rischia di vedere crescere la rata in modo considerevole in pochi mesi. Una crescita che potrebbe anche farla raddoppiare.

Nella crisi che ha colpito l’Italia nel 2011 è accaduto esattamente questo. In pochi mesi lo spread è più che quadruplicato, passando da 120 a 550 punti. In conseguenza gli interessi sui mutui a tasso variabile sono schizzati verso l’alto, facendo lievitare la rata. Che per alcuni è diventata insostenibile.

La soluzione

È ipotizzabile uno scenario simile oggi? È possibile, anche se, forse, non nelle dimensioni di allora. Comunque, a marzo di quest’anno, in un mese lo spread è schizzato da 120 a 320 punti. Esattamente come è accaduto a maggio del 2018 e nel luglio del 2011. Poi sappiamo tutti come è andata.

Ad inizio ottobre lo spread era sceso a 120 punti ma oggi è in risalita ed ha già raggiunto i 140 punti. Se continuasse a salire potrebbe scattare un campanello d’allarme per chi avesse un mutuo.

Chi ha un mutuo a tasso variabile corre questo grande rischio. Quale soluzione può adottare chi ha questo prodotto? Fare una surroga, ovvero modificare il mutuo da variabile a fisso. Con la stessa banca oppure rivolgendosi ad un altro istituto.

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