Chi ha debiti con l’Erario non ha nessun tipo di preoccupazione e dorme tranquillo

La paura di tutti i debitori è di vedersi sottratti, da un momento all’altro, i soldi sul proprio conto corrente. Perciò spesso si evita di depositare sul proprio conto corrente i soldi oppure si provvede a togliere un poco alla volta la ricchezza. Ebbene chi ha debiti con l’Erario non ha nessun tipo di preoccupazione e dorme tranquillo almeno nei confronti dell’Agenzia delle Entrate e Riscossione.

Infatti, l’Ader non conosce con certezza quali conti correnti dei debitori sono capienti per recuperare le somme iscritte nei ruoli. Dunque, più delle volte i tentativi dell’Agenzia di riscossione vanno a vuoto e diventa solo un dispendio di energie e risorse. Purtroppo l’Ader non ha neanche la possibilità di effettuare accessi anticipati e massivi all’archivio dei rapporti finanziari.

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Le limitazioni delle banche dati

Di conseguenza l’Erario non conosce in anticipo quali debitori hanno somme in deposito. Questa enorme limitazione all’utilizzo della banca dati dei rapporti finanziari per le attività di riscossione coattiva dei crediti a ruolo è un freno per effettuare i recuperi crediti.

A cosa serve l’archivio dei rapporti finanziari in anagrafe tributaria

Questo archivio serve per essere utilizzato per le attività di controllo e verifica fiscale e non per le attività di riscossione. Dunque non sono utili ai fini del recupero coattivo del credito né per le attività di gestione ed erogazione dei rimborsi fiscali.

Giacenza sui conti correnti

Gli intermediari bancari hanno l’obbligo di comunicare la giacenza sui conti correnti degli italiani entro il 15 febbraio dell’anno successivo. Perciò l’agente della riscossione non può mai sapere al momento dell’avvio del pignoramento quanti soldi sono depositati sul conto corrente. In altre parole, il dato presente nell’anagrafe tributaria è falsato perché fa riferimento ad un saldo ormai lontano nel tempo.

Non è solo una questione tecnica

L’Agenzia della riscossione ha tantissime pratiche iscritte a ruolo ed è umanamente impossibile monitorare e aggredire coattivamente.

Attualmente esistono 18 milioni di debitori in Italia con pendenze con l’Erario.

La richiesta

L’Agenzia della riscossione chiede al legislatore di rivedere la norma introducendo nuovi obblighi di comunicazione all’anagrafe tributaria. Ebbene una frequenza maggiore, anche mensilmente, nella trasmissione delle informazioni relative alle giacenze dei conti e dei rapporti finanziari potrebbe aiutare tanto l’Erario a recuperare soldi.

Chi ha debiti con l’Erario non ha nessun tipo di preoccupazione e dorme tranquillo

Perciò tutti coloro che hanno pendenze con  il Fisco non hanno paura di vedersi sottratti i soldi dal conto corrente. Almeno fino ad oggi. Ma chissà in futuro cosa succederà.

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