Chi eredita la casa quando muore uno dei due conviventi?

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La casa resta uno dei beni più preziosi da tramandare agli eredi e a confermarlo sono la metà degli italiani. Oltre il 50% delle persone che vivono nel nostro Paese, infatti, vorrebbero lasciare questo bene ai propri cari.

La casa non è solo un investimento o un insieme di mattoni, è molto di più! La casa familiare è il fulcro degli affetti, degli interessi, delle relazioni, dei ricordi, insomma un mondo di sentimenti.  Ed è anche per questo motivo che in molti  tengono alla sorte di questo bene, anche dopo la morte.

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Il Team di ProiezionidiBorsa quest’oggi, spiegherà ai lettori cosa succede alla casa familiare quando muore un convivente. Chi eredita la casa quando muore uno dei due conviventi.

La legge Cirinnà

Con la legge Cirinnà, la n. 76/2016 del 20/05/2016, in Italia sono state regolamentate le convivenze di fatto ed istituite le unioni civili per le coppie omossessuali.

Sicuramente, i conviventi godono, oggi, di una maggiore tutela giuridica rispetto al passato, ma la loro unione non può essere ancora paragonata e, quindi, equiparata al matrimonio. Quando muore uno dei due conviventi, la casa familiare può subire varie sorti.

In questo articolo, gli Esperti di ProiezionidiBorsa, illustreranno cosa succede alla casa di proprietà dei conviventi, quando uno dei due muore senza lasciare testamento.

In Italia solo il 15% delle persone redige testamento. Al riguardo, si consiglia la lettura di questo articolo nel quale si spiega chi sono gli eredi quando non c’è testamento e quale quota spetta ad ognuno.

Chi eredita la casa quando muore uno dei due conviventi?

Vediamo allora, chi eredita la casa quando muore uno dei due conviventi.

Quando la casa è in comproprietà e uno dei due conviventi muore senza lasciare testamento, cosa succede?  Si viene a creare una comproprietà tra il convivente superstite e gli eredi del defunto? La risposta ad entrambe le domande è affermativa.

Pertanto, gli interessi dell’uno, ossia del convivente superstite, potrebbero scontrarsi con quelli degli altri, ossia degli eredi del defunto. Ciascuno dei comproprietari potrebbe, infatti, chiedere lo scioglimento della comunione.

Tuttavia, se nessuno dei comproprietari vuole acquistare la quota degli altri, la casa deve essere divisa. Ciò solo se la divisione è fisicamente possibile.

Qualora non fosse possibile dividere la casa, questa deve essere venduta all’asta e il ricavato diviso.

Qualora, invece, i parenti del defunto decidessero di lasciare il godimento della casa al convivente superstite, potrebbero pretendere anche il pagamento di un canone.

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