Che succede se non pago un finanziamento o un prestito presso una finanziaria?

Quali sono le conseguenze del mancato pagamento di un prestito presso una finanziaria? A cosa va incontro il risparmiatore che non assolve i suoi debiti creditizi? A volte, le circostanze avverse o la cattiva gestione delle risorse economiche, portano a non onorare le rate di una prestito. Questo è un comportamento che genera delle pesanti conseguenze su chi sottoscrive un prestito. Cerchiamo di capire più nel dettaglio come funziona e come muoversi in questi casi.

Come si difende la finanziaria dai cattivi pagatori

Che succede se non pago un finanziamento o un prestito presso una finanziaria? Come risaputo, le banche spesso hanno dei canoni molto rigidi nelle concessioni di prestiti. Non è raro che il richiedente venga considerato non idoneo nel caso in cui la propria situazione economica non poggi su basi solide. È per tale ragione che sempre più contribuenti si rivolgono a delle finanziarie nella speranza di riuscire ad ottenere la liquidità utile. Queste ultime, pur essendo più elastiche e flessibili nella concessione di piccoli prestiti, hanno costi più elevati rispetto agli istituti di credito. Si intende, nessun istituto concede un finanziamento se non si assicura delle certezze. È per tale ragione che, prima di cadere nell’insolvenza, bisogna conoscere quello a cui si va incontro. Che succede se non pago un finanziamento o un prestito presso una finanziaria? Le azioni che verosimilmente si succedono al mancato pagamento sono:

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  • segnalazione presso le liste dei cattivi pagatori. Si tratta di veri e propri database che custodiscono i dati dei pagatori e le loro eventuali inadempienze. L’iscrizione a questa specie di lista nera dura tra i 12 e i 24 mesi. Ad esempio, se si è segnalati al Crif, non si potrà accedere ad alcun altro finanziamento futuro fatte salve alcune eccezioni. Questo vale per l’intero periodo di segnalazione e per tutti gli istituti di credito e le finanziarie;
  • cessazione dell’accordo e pretesa dell’intero importo mancante: nei casi più gravi, la finanziaria dichiara sciolto l’accordo e provvede a richiedere l’intero saldo dell’importo mancante senza dilazioni temporali. Non è escluso che tali provvedimenti introducano una buona percentuale di morosità nel saldo del pagamento;
  • avvio delle procedure per il recupero crediti: i primi tentativi di recupero si effettuano in maniera bonaria, attraverso comunicazioni ufficiali. Se la persona continua a non saldare le rate, allora si procede con un decreto ingiuntivo ed una esecuzione forzata che può giungere fino al pignoramento del quinto dello stipendio.

Eventuali soluzioni con saldo e stralcio

Ci sono casi in cui il debitore può appellarsi alla legge n.3 del 2012, ossia la legge che riguarda il sovraindebitamento del consumatore. In questi casi, e qualora il finanziamento sia valido per il credito al consumo, si può procedere un nuovo piano di pagamento a saldo e stralcio. Affinché ci si possa appellare alla suddetta legge, devono coesistere particolari circostanze. Per tale ragione, si suggerisce sempre l’analisi del caso singolo all’attenzione di un esperto professionista.

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