Che fine farà l’Italia? Siamo alla deriva oppure è un’opportunità?

Ormai la conta dei danni in Borsa ha perso ogni forma di umano limite: si, è vero che al peggio non c’è mai limite, ma a destabilizzare maggiormente tutti noi è la velocità della virata al ribasso che stiamo vivendo. Che fine farà l’Italia?

I mercati finanziari, si sa, altro non sono che il riflesso dello stato di salute dell’economia reale. E a giudicare dai loro trend dovremmo stare molto, ma male. In realtà c’è da dire anche che i mercati pre-corrono gli eventi, per cui oggi vanno scontando quanto di pesante andremo a vivere nelle prossime settimane. Quali saranno allora i probabili scenari futuri dell’economia italiana?

Le prime proiezioni targate Moody’s: sull’economia

A rompere il ghiaccio è stata Moody’s che ha ‘ritoccato’ le sue stime sul Pil italico di 1 punto, ossia portandolo da +0,5% ad una nuova stima pari a un -0,5%. I timori che hanno spinto la società di rating a riformulare le previsioni rispondono ovviamente al crollo che inevitabilmente giungerà dal lato della domanda, sia interna che esterna al Paese. Al momento infatti non si ha la certezza assoluta e scontata che il motore dell’economia riprenderà a breve e a pieni giri. Né si esclude a priori che a questa auspicata ripresa della normalità non possano comunque sussistere limitazioni o forme varie di restrizioni,sia pure in versione light, almeno agli inizi. Che fine farà l’Italia? Sarà quindi in primis la domanda interna a non dare il suo contributo alla crescita: meno nuove case, meno beni di largo consumo, meno viaggi, meno tutto. Ma anche più gente a spasso, ossia più disoccupazione, in una spirale perversa che prima si spezza e meno danni si hanno.

…e sul sistema bancario

I probabili scenari futuri dell’economia italiana debbono tenere conto anche del sistema bancario italiano, l’azienda “speciale” per eccellenza di qualunque economia di mercato. Se le aziende soffriranno assai la crisi, è inevitabile infatti che aumenteranno anche i loro tassi di fallimento. Quindi più mancati rimborsi dei prestiti. Solo di recente eravamo giunti a livelli accettabili di npl nei portafogli delle banche; gli stessi sono quindi destinati a ri-aumentare secondo la nostra agenzia di rating. Ed altrettanto negativa si rileverà la fase-funding, ossia di raccolta del denaro (da dare poi agli investitori), a causa dell’accresciuto spread. Per Moody’s, in sintesi, «la redditività delle banche sarà sotto pressione a causa della più debole attività di lending, un decremento delle operazioni che generano commissioni e più elevati costi del credito».

I mesi che verranno decreteranno che fine farà l’Italia

Più accrescono le sfide più sarebbe meglio dotarsi di oggettivo realismo. I probabili scenari futuri dell’economia italiana potranno verosimilmente scindersi in due tempi. La presente, dell’emergenza, in cui l’attività produttiva andrà inevitabilmente giù pesante. E una successiva, quella della ripresa, che noi tutti ci auguriamo possa essere temporalmente molto più lunga e molto più robusta.

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