Cessione del quinto dello stipendio, è boom ma ecco i rischi da sapere

È boom di prestiti bancari alle famiglie appartenenti alle classi più deboli. Ed è boom di richieste di cessione del quinto dello stipendio non solo tra i lavoratori, ma anche tra i pensionati. Che vogliono acquistare, l’auto, un televisore. Oppure finanziare un piccolo intervento privato che non risulti coperto dall’assicurazione salute.

Le cifre richieste sono rimborsabili tramite addebiti automatici. Con prelievo direttamente dalla busta paga o dalla pensione (con trattenuta a cura dell’INPS). Dunque, pare quasi di non accorgersene. Ma in realtà non è così. Cessione del quinto dello stipendio, è boom ma ecco i rischi da sapere. Vediamo, con gli Esperti di ProiezionidiBorsa, quali sono i rischi e i vantaggi di questa scelta.

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Quando il tasso sfiorava l’usura

In passato, la catena di intermediari ai quali era assoggettato il debitore, prospettava costi esorbitanti. Chi aveva bisogno di un prestito, con questa formula, pagava fino al 15% di interesse.

Oggi tutti i costi sono esplicitati nel Taeg, tasso annuo effettivo globale, che comprende tutte le spese da affrontare. Bisogna guardare solo questo dato, e farsi bene i conti in tasca.

Non bisogna farsi confondere le idee da altre informazioni fornite da consulenti e intermediari. Oggi si parte a quota 4% e si arriva al 6-8%. Qualche volta si sente chiedere l’11%, ma son casi isolati. E riguardano tutte le insegne, anche le banche migliori. La durata minima di questo tipo di prestito è 24 mesi e la durata massima è 120 mesi.

Il settore pubblico spalma le vacanze sull’anno che verrà

La categoria dei lavoratori pubblici è una delle più attive nella cessione del quinto. Perché non si deve dichiarare una finalità specifica per questo tipo di prestito.

Gli statali impegnano fino al 20% della busta paga, incluse tredicesima e quattordicesima, anche solo per pagarsi una vacanza sulla neve nella propria Regione. Per questa categoria, come per i dipendenti di imprese private, il prestito viene quasi sempre concesso.

Conta molto l’anzianità lavorativa, il TFR maturato, sul quale si può, eventualmente, rivalere il creditore in caso di insolvenza. Dunque, finché il prestito non è rimborsato, il dipendente non può contare sul suo pieno TFR per offrire garanzie altrove.

Cessione del quinto dello stipendio, è boom ma ecco i rischi da sapere

I pensionati invece, entrano in banca per richiedere una certa cifra. Ma poi scoprono che possono alzare l’importo e lo fanno.

In realtà sarebbe meglio chiedere solo quel che serve. Meglio non esagerare con i prestiti, con la scusa che i tassi sono contenuti. E non dimentichiamo che l’età massima per poterlo richiedere è, mediamente, 85 anni.

 

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