Centrodestra al voto con Berlusconi e Salvini sotto assedio per la successione

Il 4 ottobre il centrodestra andrà unito al voto in molte città, ma soprattutto a Roma, Milano, Napoli e Bologna. Con buone carte da giocare ma molte incognite interne da risolvere. Se ne occuperà però lunedì 5 ottobre, a spoglio chiuso. Per ora l’unica cosa da fare a Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia era arrivare uniti al voto. Anche se l’ultima riunione dal vivo tra Salvini, Meloni e Berlusconi risale al 2020, vale a dire prima del Covid.

Centrodestra al voto con Berlusconi e Salvini sotto assedio per la successione

Niente super festa per Silvio Berlusconi che compie 85 anni, se non in forma privatissima. Non solo per i problemi di salute che lo affliggono, ma anche perché l’umore non sarà dei migliori. Lo stillicidio di parlamentari e amministratori pubblici passati da Forza Italia alla Lega negli ultimi mesi è stato doloroso. Inoltre, dopo il caso Malagò (la chiacchiera che sia stata offerta a lui la leadership del partito azzurro) il pressing sul Cavaliere è aumentato. Ora raggiunge addirittura livelli altissimi. Tutti gli chiedono di nominare presto un degno successore. Che non è però cosa semplice. Dovrebbe essere carismatico non solo per il “cerchio magico” dei suoi, ma anche per i ranghi del suo partito e per gli elettori dei partiti della coalizione. Dunque un personaggio competente e innovativo. Ma che sappia sempre stare anche nell’europeismo Doc.

La Meloni va all’incasso

Centrodestra al voto con Berlusconi e Salvini sotto assedio per la successione. Pronto al linciaggio mediatico ma non al tradimento degli amici, Salvini si prepara al faccia a faccia addirittura con Richard Gere, il 23 ottobre. Il divo di Hollywood arriverà in tribunale a Palermo come testimone per il processo Open Arms. Ma non perde la verve il Capitano. Risponde coi fatti alla Meloni che sibila sul vuoto di leadership nel centrodestra. L’assenza al voto in aula sul Green Pass era un segnale a Fdi. Partito che il 4 ottobre incasserà voti e preferenze. Sarà un bel test, utile per il futuro. Perciò oggi, l’assenza alla firma della Nota integrativa al Def, era importante. Certamente per dire no alla proroga della raccolta firme per il referendum sulla cannabis. Ma anche perché la Lega fosse, almeno l’ultimo giorno, fuori dalla foto ufficiale col gruppo dei ministri di M5S e Pd.

 Giorgetti e il ‘senso del distinguo’

Bisognava dare un ultimo segnale agli elettori, che questa è una maggioranza forzata dal Covid. Il centrodestra va unito al voto. Per poi governare con gli alleati naturali, in caso di vittoria. E poi c’è il caso Giorgetti: il diretto interessato smentisce le divisioni e le correnti. “Non ci sono due linee nella Lega, ci sono due sensibilità diverse”. spiega. Però il suo “senso del distinguo”  è davvero molto sviluppato: sulle elezioni a Roma, invece di Michetti nomina Calenda. Altrove lancia la candidatura di Draghi per il Quirinale. Lo fa pure prima di Salvini. Ma per bruciarlo subito, forse. Per tenerlo fermo a Palazzo Chigi, dove molti si augurino che stia. Dio non voglia che Salvini si trovi mai contro una lingua tanto svelta.

Consigliati per te