Cattive notizie per i fumatori che sperano di godersi una cena all’aperto

Per anni il gesto del fumare è stato associato a qualcosa di elegante, tutto sommato di positivo, anche di elitario. Alcuni personaggi simbolo del cinema e della cultura popolare erano assidui fumatori: basta pensare a Sherlock Holmes con la sua pipa, all’iconica sigaretta di Audrey Hepburn o al sigaro di Ernesto ‘Che’ Guevara.

Studi scientifici, poi, negli anni, hanno modificato questa concezione. Oggi è ben noto, infatti, che il fumo danneggia non solo chi lo pratica, ma anche chi lo subisce. Quella tra fumatori e non fumatori è una guerra neanche tanto fredda, che spesso ha un terreno di battaglia conosciuto a tante persone: i ristoranti all’aperto.

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Come funziona il divieto in Italia

La domanda è molto semplice: è possibile fumare in un bar o ristorante all’aperto? Molti clienti dei locali spesso si domandano proprio questo. Per i non fumatori è di certo fastidioso, oltre a essere pericoloso per la salute anche di chi fuma.

Ebbene, in Italia non c’è un vero e proprio divieto di fumo all’aperto, salvo poche eccezioni: è vietato nelle aree di pertinenza delle scuole o negli spazi esterni di ospedali e case di cura. Ma ci sono comunque in arrivo cattive notizie per i fumatori che sperano di godersi una cena all’aperto. Scopriamo perché.

Tecnicamente, se ci si trova in un bar o in un ristorante che ha uno spazio all’aperto, qualsiasi cliente potrebbe quindi fumare senza alcun problema. Ma sono in arrivo diverse novità, e presto anche l’Italia potrebbe adeguarsi alla tendenza mondiale. La Svezia punta a diventare “smoking free” entro il 2025. A New York dal 2011 il divieto c’è anche in strade, piazze, parchi e spiagge. L’Australia ha introdotto il divieto di fumo negli ambienti pubblici all’aperto ben vent’anni fa.

Cattive notizie per i fumatori che sperano di godersi una cena all’aperto

In Italia si sta attendendo una legge che vieti il fumo in bar e ristoranti all’aperto, come avviene, appunto, in altri Paesi come gli Stati Uniti. I Comuni possono, però, imporre delle limitazioni specifiche in tal senso.

A Milano, per esempio, è vietato fumare all’aria aperta se ci sono persone nel raggio di 10 metri. Ad esempio, nelle fermate dei mezzi pubblici, nei parchi, nelle strutture sportive, nelle aree per cani e nella coda per accedere a servizi comunali e musei.

Ad Alghero, in Sardegna, è vietato fumare in spiaggia, negli specchi d’acqua fino a 20 metri dalla riva e in tutte le pinete del territorio comunale.

A Napoli, infine, è vietato fumare all’aperto nel corso di manifestazioni pubbliche e nei parchi urbani in presenza di bambini fino ai 12 anni.

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