Cassa integrazione estesa a fine 2020? Attenzione: non per tutti

Cassa integrazione estesa a fine 2020? Attenzione: non per tutti. Infatti il Decreto Cura Italia del 9 marzo 2020 ha introdotto un periodo massimo straordinario di 9 settimane per tutti i trattamenti di cassa integrazione. La normativa riguarda ad oggi tutte le categorie di lavoratori dipendenti con esclusione dei dirigenti. Ma ci possono essere ora importanti novità.

Cos’è la cassa integrazione?

La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è un istituto che tutela i lavoratori temporaneamente sospesi dal trattamento economico. Essa è un’integrazione del reddito che consente al lavoratore di ricevere fino all’80% dello stipendio mensile indipendentemente dalle ore lavorate. Si tratta di uno dei più importanti ammortizzatori sociali e si suddivide in tre categorie. La Cassa Integrazione Ordinaria interessa i lavoratori dei settori di industria ed edilizia. E si applica nei casi in cui l’azienda versi in temporanee e precise difficoltà che la obbligano a rinunciare temporaneamente a parte delle prestazioni lavorative dei propri dipendenti. Nel caso della Cassa Integrazione Straordinaria, invece vengono coperte le imprese interessate da situazioni straordinarie quali ristrutturazione, riorganizzazione o grave crisi aziendale. Ultima casista è data dalla Cassa Integrazione in Deroga che copre le imprese originariamente escluse dalle precedenti tipologie.

Estesa a fine 2020? Attenzione: non per tutti

Le gravi conseguenze della crisi economica causata dalla pandemia Covid-19 hanno determinato in molti settori una forte contrazione dell’attività. Per questa motivazione molte imprese si trovano ancora oggi nell’impossibilità di utilizzare a pieno regime la propria forza lavoro. E di poterne sostenere i relativi costi.  Cassa integrazione estesa a fine 2020?

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Il governo sta quindi studiando una proroga straordinaria della Cassa Integrazione. Questo intervento sarà previsto solo per i settori più colpiti dalla crisi, come turismo, settore fieristico-congressuale, organizzazione di eventi e la ristorazione. Anche la filiera dell’educazione, con mense e servizi di pulizia ancora fermi necessita di un intervento urgente.

L’ipotesi al vaglio del Governo prevede sia una estensione fino al 31 dicembre 2020 dell’integrazione salariale prevista dalla CIG sia altri due importanti interventi a sostegno del lavoro. Con il primo si intendono introdurre sgravi contributivi importanti per le imprese che assumano o trasformino in tempo indeterminato contratti in essere con l’obbligo di non licenziare per 12 mesi.

Il secondo intervento mira a riconoscere ulteriori sgravi fiscali per le aziende che proroghino contratti a termine in essere, che potranno anche essere estesi senza causali.

Una necessità sociale

La Cassa Integrazione ha sempre rappresentato una tutela fondamentale per i lavoratori che altrimenti avrebbero rischiato di pagare con il proprio reddito situazioni determinate da congiunture di mercato o cattiva gestione dell’impresa. In questo particolare contesto economico, oltre alle già gravi conseguenze sanitarie e psicologiche patite, una decurtazione dello stipendio avrebbe rischiato di mettere in ginocchio tante famiglie.

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