Caso Volkswagen: conseguenze per i possessori delle vetture. Prospettive per il Titolo? Il parere autorevole di Gian Piero Turletti

CASO VOLKSWAGEN:

QUALI LE CONSEGUENZE PER I POSSESSORI DI VETTURE?

QUALI LE PROSPETTIVE PER IL TITOLO?

Intervista a Gian Piero Turletti

Autore Magic box in 7 passi

 

Con questa intervista intendiamo rispondere ai molteplici dubbi sollevati dalla questione Volkswagen, che riguardano sia i mercati finanziari, sia i possessori di veicoli.

Intanto, quali prospettive di bilancio scaturiscono, per il titolo automobilistico, dalle recenti vicende scandalistiche?

Credo sia ancora prematuro valutare l’impatto effettivo, reale, delle recenti vicende, sul bilancio della casa automobilistica tedesca.

Per inciso, e per ironia del destino, ricordo intanto che in tedesco volks wagen significa auto del popolo, quando, evidentemente, certe scelte non sono, invece, per nulla condivise e riguardano solo i vertici.

Per semplificare la risposta sui possibili risvolti finanziari, dobbiamo considerare le possibili conseguenze in termini di immagine/marketing, quindi l’impatto sulle vendite, e separatamente gli effetti legali, decisamente più prevedibili.

Questo ultimi riconducono alle necessità, intanto, di un richiamo delle vetture presso la rete di assistenza, per eventuali interventi che sono completamente a carico della società.

Inoltre vanno considerate le sanzioni conseguenti alla violazione delle normative in materia, senza peraltro dimenticare la possibilità di iniziative come la class action.

Andando a considerare i report che circolavano sul titolo fino a qualche mese fa, erano previsti utili in crescita e sicuramente le prospettive del titolo erano abbastanza interessanti in ottica di lungo termine.

Secondo alcune stime recenti, pare, comunque, che le riserve finanziarie siano sufficienti a sistemare, per così dire, le conseguenze negative legate agli aspetti legali, ma quale potrà essere l’impatto in termini di vendite?

Ovviamente, nessuno può dare una risposta precisa a tale interrogativo, anche perché la Volkswagen si vantava di vendere vetture più potenti della concorrenza, ma con minori emissioni inquinanti, il che pareva illogico per un motore diesel, e comunque molti, ovviamente, faranno venir meno quel rapporto di fiducia su cui spesso si basano anche gli acquisti di un prodotto.

Difficile, quindi, una valutazione del preciso impatto negativo sul bilancio aziendale.

Preferibile operare una valutazione con l’ausilio dell’analisi tecnica, che comunque indicava come probabile quanto meno l’approdo sulle attuali quotazioni.

Può approfondire questa analisi sul titolo?

Lo scandalo Volkswagen mi ha dato una delle tante occasioni che, di tanto in tanto, si presentano sui mercati, per ulteriormente testare il mio metodo magic box

https://www.libreriadiborsa.it/prodotto/magic-box-in-7-passi/

e vedere se le sue proiezioni fossero compatibili anche con situazioni del tutto imprevedibili e così, per l’ennesima volta, è stato.

Il titolo stava comunque ribassando da marzo e, considerando il precedente ciclo rialzista di medio, il tutto formava un imponente pattern di inversione ribassista conforme ai canoni di Magic box.

La conferma del pattern di medio/lungo termine, intervenuta in agosto, consentiva di proiettare un primo, fondamentale target, in area 94,8 entro fine anno, ed il titolo, in effetti, accelerando, ha collassato sino ad un minimo a 95,51.

Ora la situazione si presenta decisamente delicata, e si evidenziano i seguenti scenari prospettici: in caso di cedimento confermato almeno in chiusura settimanale di 94,8 il successivo target ribassista è in area 64 con primo setup entro la prima decade di novembre, poi, più sotto, in caso di confermato cedimento di area 64, successivo target in area 13,66 con primo setup entro il 24 marzo 2016.

Primi tentativi di ripresa rialzista solo in caso di confermato superamento di area 120,30, ma la primaria resistenza dinamica di medio/lungo è collocata decisamente più in alto, ora in area 188.

Sin qui le prospettive finanziarie e di mercato del titolo, ma cosa devono attendersi gli acquirenti di autovetture che non siano in regola?

Intanto, va subito chiarito un aspetto fondamentale: le eventuali conseguenze legali sono tutte a carico della società, in quanto il possessore del veicolo non ha responsabilità alcuna.

L’attuale normativa può, al più, prevedere un cosiddetto richiamo.

E questo, in ogni caso, interverrebbe solo dopo che una serie di test confermino difetti tecnici.

Vediamo in cosa consiste.

L’attuale normativa in materia prevede che nel caso una società accerti difetti di costruzione e via dicendo, richiami le vetture in circolazione.

Questo comporta che il proprietario potrebbe ricevere una cartolina postale con invito a presentarsi presso la rete di assistenza, per “mettere a posto” i difetti riscontrati, il tutto senza oneri a carico suo, ma a carico della società.

Cosa succede se non lo fa?

Al momento, non sono previste sanzioni a carico del proprietario che non ottemperi a tale invito, al limite potrebbe insorgere qualche problema con l’assicurazione, nel caso ad esempio di un incidente che sia stato provocato da elementi tecnici del veicolo non soggetti ai correttivi del concessionario, che siano causa di incidente, ma ovviamente questo non riguarda le emissioni di scarico.

Potrebbe, tuttavia, tra qualche tempo essere previsto un emendamento al codice della strada che preveda sanzioni amministrative per chi, avendo ricevuto in richiamo da parte della società, non vi ottemperi, per cui il mio consiglio è comunque sempre quello di ottemperare a siffatti inviti, recandosi presso la concessionaria portandosi dietro la cartolina ricevuta, e domandando sempre conferma che il tutto sia a carico della società e non del proprietario del veicolo.

 

 

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