Cartelle di pagamento in arrivo a giugno? Per adesso il rischio è serio e concreto

Saremo pure tutti in quarantena, ma il tempo sta passando comunque e velocemente per tutti. Quindi c’è la possibilità di cartelle di pagamento in arrivo a giugno, per adesso il rischio è serio e concreto. Il che non sarebbe una bella cosa considerato che giugno arriverebbe dopo ben 3 mesi di casse in secco (marzo, aprile e maggio). Cerchiamo di capire meglio i termini della questione.

L’audizione del direttore dell’Agenzia delle Entrate

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, oggi è intervenuto in audizione dinanzi alle Commissioni riunite di Finanza e Attività produttive della Camera. Ha quindi ricordato agli astanti che in assenza di proroghe delle scadenze da parte del Parlamento saranno inoltrare 8,5 milioni di cartelle di pagamento a partire dal mese di giugno. Il decreto Cura Italia aveva infatti sospeso l’avvio alla fase di notifica di quasi 3 milioni di cartelle di pagamento, riferite ai ruoli consegnati dagli enti creditori dei mesi di febbraio e marzo. A questo poi si aggiungono 2,5  milioni di atti della riscossione (dei mesi che vanno da marzo a maggio) e il cui invio era già stato di suo programmato dal piano annuale di produzione (quindi in tempi molto prima del Covid).

Prestito in convenzione
Prestito in convenzione

Ora, chi è coinvolto negli atti che già erano stati emessi (e quindi pronti per la relativa notifica) ma che nel frattempo erano stati bloccati? Sempre il direttore Ruffini ha specificato che riguarda poco più di un milione e mezzo di avvisi di intimazione interruttivi della prescrizione. Poi ancora  200 mila avvisi di intimazione propedeutici alle azioni di riscossione coattiva. Inoltre 75 mila atti di pignoramento presso terzi e 250 mila comunicazioni di preavviso di fermo amministrativo. In ultimo anche 350 mila solleciti di pagamento.

Cartelle di pagamento in arrivo a giugno? Per adesso il rischio è serio e concreto

Ruffini oggi ha ricordato alle Commissioni che il congelamento delle cartelle e delle procedure esecutive durerà fino alla fine di maggio. Poi a partire dal 1° giugno il lavoro della sua Agenzia riprenderà a pieno regime, ma con l’aggravio della marea di cartelle esattoriali rimaste ferme e accumulate in questi mesi. Cosa potrebbe fermare tutto ciò? Basterebbe l’introduzione di appositi correttivi a cura e premura della Camera, operazione tuttora fattibile prima della conversione in legge del decreto Cura Italia. Oppure sempre il legislatore potrebbe decidere diversamente e prevedere la proroga della sospensione in seno al decreto legge che in questi giorni è in discussione (e atteso per fine mese). Quale delle due opzioni prevarrà? Deciderà come sempre in piena autonomia il legislatore.

Altre novità in vista?

Può essere infine – ma questa è solo una mera ipotesi – che in questa fase delicatissima del Paese il Parlamento lanci anche un nuovo provvedimento di pace fiscale. Del resto tale misura in passato è stata lanciata a favore del contribuente in condizioni normali, anche se di difficoltà personali di specifiche categorie di contribuenti. Oggi quelle categorie si sono estese a tutte le categorie di italiani, nessuna esclusa. Per cui s tratterebbe non solo di un atto di distensione, ma anche di risposta concreta alle esigenze contingenti della popolazione. In ogni caso questa è solo e soltanto un’ipotesi la decisione – e la parola – finale spetterà, giustamente, al legislatore.

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