Carne ai pesticidi, la bomba che arriva dal Sudamerica

Carne ai pesticidi, attenzione alla nuova bomba alimentare che arriva dal Sudamerica. Ce la servono soprattutto al ristorante. Dobbiamo abituarci a scegliere nel menù quella indicata di provenienza italiana o europea. Ma dobbiamo imparare a schivarla anche al supermercato.

Gli Esperti di Salute di ProiezionidiBorsa mettono in guardia i consumatori. Ma lo fa anche l’Unione Europea, che ha pubblicato trenta avvisi e allerte sulla carne.

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Un mercato poco trasparente

Dopo lo scandalo della mucca pazza, speravamo di non dovercene occupare mai più. Specialmente dopo l’introduzione, vent’anni fa, della tracciatura obbligatoria della carne sull’etichetta.

E invece, tre anni fa, c’è stato il primo scandalo della carne brasiliana. In Brasile erano coinvolte 21 aziende, 38 ispettori sanitari e oltre 100 persone coinvolte nell’export di carni scadute avariate e infette.

Tra gli agenti usati per mascherare la carne avariata c’era l’acido sorbico. Tra i batteri riscontrati, c’erano le salmonelle del ceppo Saint Paul. Nell’ultimo anno, l’Italia è diventata il primo importatore europeo di carne brasiliana. Invece gli altri Paesi hanno ridotto le quote.

Perché, il sistema di allarme rapido dell’Unione Europea sull’importazione di alimenti, ha emesso ben trenta avvisi e allerte riguardanti carni ai pesticidi, provenienti proprio dal Sudamerica, con maggiori responsabilità per il Brasile. Si aggiungono poi una pioggia di segnalazioni per pratiche commerciali non corrette.

Carne ai pesticidi, la bomba che arriva dal Sudamerica

Ai controlli sfuggono tranquillamente tutte le preparazioni a base di carne, anche se vengono realizzate qui. Una bistecca confezionata, impanata o condita con un po’ di aromi, non deve passare più i controlli stringenti sulla carne fresca, ma quelli più blandi dei preparati a base di carne. Gli hamburger conditi hanno via libera.

Dunque, la tartare pronta ai pesticidi potremmo trovarla nel banco carni, di fianco al bollito misto infetto con gli odori in vaschetta e alle bistecche ai pesticidi già pronte per il barbecue.

Altra carne piena di sostanze occulte si annida al banco gastronomia: tra i brodi pronti, i sughi pronti alla carne, la pasta ripiena.

Allarme anche sulla bresaola

Ed eccoci al banco salumi. Anche la bresaola a marchio IGP, senza indicazione volontaria di provenienza della carne, viene spesso prodotta con il manzo brasiliano.

Perché la normativa sui protocolli IGP non prevede che la materia prima sia di provenienza nazionale. Basta che la zona di produzione, i tagli e il processo di produzione dell’insaccato rispettino la legge.

Volendo stare più tranquilli, meglio dunque acquistare la bresaola DOP, un marchio che prevede una filiera completamente italiana e di un certo territorio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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