Buy e sell sui petroliferi

In un’altra giornata di petrolio Brent a prezzo calmierato (attualmente viaggia tra 40 e 41 dollari al barile e non ci sono in vista ‘strappi’ all’accordo di cartello Opec), i riflettori degli investitori si accendono sui titoli del mondo petrolifero, che non ha soddisfatto tutti sui dividendi.

Buy e sell sui petroliferi

Tra le migliori occasioni da cogliere fra i Buy e sell sui petroliferi ancora Eni (MIL:ENI), il cui corso viene dato al rialzo da Bpm, con prezzo obiettivo 11,20 visto che viaggia al di sotto delle sue medie mobili a 20 e 50 giorni. Ma nel lungo periodo al momento non ci sono scommesse. Viaggia attualmente intorno a 9,67, potrebbe puntare a 9,85, il livello 10 potrebbe essere testato entro un paio di settimane. Da abbinare, in un paniere tutto ‘oil’ ad altre azioni come Total, una regina della borsa francese. Sta testando il livello 37,76 per avvicinarsi al massimo trimestrale di 40 euro per azione.

Ma se guardiamo il prezzo al 6 gennaio era 51,10 dunque c’è da aspettarsi qualcosa di buono da qui a luglio, se le previsioni del tempo ci lasceranno godere almeno l’estate. Anche Shell promette pure molto bene, oggi quota intorno a 16,41 ma il primo aprile toccava i 17,85 euro per azione. Dunque, anche in questo caso c’è da aspettarsi un’accelerata a breve. Il Cac Petrol & Gaz, per chi preferisce investire sugli indici, ha guadagnato il 6,29% in una settimana e il 14,24% nell’ultimo mese. Gli analisti che consigliano di tenere questo investimento o di incrementarlo sono 12. Quelli che consigliano di mollare, perché il rischio è troppo, sono 5.

Alta volatilità su Saras

Venendo alla Borsa di Milano i corsi sembrano più lenti, ma non meno soddisfacenti. Non fidarsi delle apparenze su Saras, che sembra preda di un trend negativo (0,84 l’ultima chiusura). Secondo l’analista Massimo D’Ambrosio l’azione di casa Moratti è pronta per il balzo a 0,91 poi a 0,94 ed entro il 14 agosto si dovrebbe toccare il livello 1,152, complice la lunga estate di vacanze con bonus all’italiana, che dovrebbero favorire le big dei carburanti con stazioni di servizio sulle autostrade. In caso di rottura del livello 0,839, converrebbe invece posizionarsi al ribasso e monitorare se la discesa finisse oltre 0,818 euro e 0,789. In tal caso si potrebbe puntare direttamente a livello 0,668 euro per azione.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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