Btp: gli scenari che si presentano adesso

Il mercato obbligazionario italiano e in primis i Btp non sembra essere sotto pressione con un rendimento che, dalle dimissioni del premier Giuseppe Conte arrivate ieri, non ha fatto altro che scendere. Quali scenari si presentano adesso per i Btp?

Uno sguardo a Piazza Affari

Tante le incertezze sul futuro della politica italiana, incertezze che, però, non vengono interpretate negativamente dai mercati. Alle 16.40, infatti, il Ftse Mib vantava un +1,6% alla fine (o quasi) di una giornata passata tutta in territorio positivo. Intanto sono iniziate le consultazioni del presidente Sergio Mattarella per vedere se esiste la possibilità di creare una nuova maggioranza che abbia i numeri per riuscire ad intraprendere nuovamente un’azione di riforma a lungo termine. In tutto questo da Berenberg arrivano alcune previsioni su come i mercati obbligazionari potrebbero reagire a determinati sviluppi politici. In particolare sullo spread, ovvero il differenziale tra il Bund tedesco e il Btp italiano. Il focus parte da una semplice constatazione: ai 330 punti di novembre si sono sostituiti i 209 punti base di mercoledì, cioè del giorno in cui il Premier ha dato le dimissioni.

Incognita spread

In tutto questo il livello di questo indicatore, interpretato da molti come un ago della bilancia, non solo non si è alzato dallo scoppio della crisi ai primi di agosto, ma dopo le effettive dimissioni di Conte si è addirittura abbassato fino a scendere, anche se solo momentaneamente, sotto quota 200 nel primo pomeriggio. Un risultato che, però, potrebbe essere ben più stabile qualora M5S e PD raggiungessero un accordo per governare e arrivare a chiudere la manovra finanziaria 2020 che dovrebbe mettere in sicurezza i conti. Tutto questo permetterebbe al debito italiano di risultare meno pericoloso e di gran lunga più appetibile agli occhi degli investitori, soprattutto quelli esteri. Il problema? Come sottolineano da UBS Global Wealth Management, “Una coalizione M5S-PD favorirebbe una certa disciplina fiscale, ma la sua durata sarebbe probabilmente breve.”

Btp: gli scenari

Non è da escludere, comunque, che lo stesso presidente possa preferire un governo tecnico e indire elezioni per il 2020. Questo permetterebbe allo spread comunque di scendere (sarebbero salvaguardati gli impegni fiscali con l’Ue) e alla politica di prepararsi al voto con più calma. Anche perché, attualmente, le forze politiche italiane vorrebbero evitare di mettere mano alla riforma, poco gradita agli elettori, per poi presentarsi al voto. Il rischio, infatti, sarebbe quello di perdere una grande fetta di consensi.

In alternativa?

Ultima alternativa: elezioni immediate, ovviamente fatti salvi i tempi tecnici. Ma questo porterebbe ad un aumento dello spread dal momento che, allo stato attuale dei fatti, secondo i sondaggi il centrodestra sarebbe favorito. Con il rischio di un governo populista a trazione Lega e per di più non edulcorato da nessuna figura “neutra” in stile Conte.

Approfondimento

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