Btp e dintorni. Prontuario-Intervista per investitori e traders a Cura di Gian Piero Turletti di Proiezionidiborsa

INDICE:

  • INTRODUZIONE

  • ANALISI TECNICA

  • SITUAZIONE ECONOMICA E POLITICA

  • COME FUNZIONANO I TITOLI?

INTRODUZIONE

I titoli di stato rappresentano e continuano a rappresentare una delle principali opzioni di investimento e di trading per molti operatori finanziari.

Tuttavia, i meccanismi del loro funzionamento, le attuali prospettive d’investimento sui medesimi, nonché l’influenza che sugli stessi possono rappresentare politiche economiche diverse, come noto anche dalle richieste che spesso ricevo, non sono così chiari a tutti.

Così ho deciso di mettere a disposizione di traders ed investitori questa sorta di prontuario.

I più esperti mi scuseranno, se tratto temi in tutto o in parte a loro già noti, ma sicuramente anche essi troveranno di loro interesse la parte riservata all’analisi tecnica.

ANALISI TECNICA

COSA PENSA DELL’ATTUALE SITUAZIONE TECNICA DEL BTP FUTURE?

Proprio questa settimana scadeva un importante setup spazio-temporale di Magic Box.

Va, al riguardo, notato che pur in un periodo caratterizzato da un deciso trend rialzista sul btp future e sul comparto dei titoli di stato italiani, Magic box non ha certo omesso di far sentire il suo peso.

Proprio in prossimità dei target di spazio e tempo, conseguenti ad una precedente proiezione di medio termine, i corsi hanno infatti iniziato a stornare.

Tanto che, monitorando ad esempio la situazione con Fractalis, il ciclo settimanale ha invertito al ribasso proprio a ridosso del setup previsto.

ED ORA, QUALI PROSPETTIVE PER IL BTP FUTURE E DEL RELATIVO COMPARTO DEI TITOLI DI STATO?

Come dico spesso, in coincidenza di un setup spazio/temporale, va attentamente monitorato l’andamento dei corsi.

Si possono quindi verificare situazioni diverse.

Nel caso in questione, al momento si è invertito il ciclo settimanale, che ora ha virato al ribasso, ma siamo lontani da un’inversione di medio/lungo termine.

Questa può essere monitorata anche grazie ai livelli dinamici disegnati da Magic box e, sotto questo profilo, vanno considerati i seguenti valori:

un primo rilevante supporto di medio/lungo si trova in area 111,5, mentre un secondo livello, ancora più rilevante, lo troviamo in area 102.

Naturalmente si tratta di valori dinamici, il cui valore, quindi, cambia con il tempo.

Invece, in ottica di breve/medio, e sempre utilizzando Magic box, viene individuato un supporto dinamico, attualmente intersecante area 115,5.

Al momento va registrata la tenuta di detti livelli e, quindi, finchè non interviene segnale di rottura il trend rimane intatto.

CON QUALI OBIETTIVI?

Osservando attentamente la dinamica dei prezzi del btp future, va notato, per chi conosce le implicazioni di Magic box, che l’attuale dinamica ribassista, si è al momento arrestata proprio in coincidenza con un particolare livello di Magic box, elemento centrale della configurazione in corso, ed altrettanto rilevante elemento supportivo.

Se tale livello cederà, nel corso della prossima settimana, i corsi si dirigeranno verso l’obiettivo centrato in area 115,5/115,6.

Tuttavia va notato come il trend, tuttora impostato al rialzo nel medio/lungo, consenta proiezioni rialziste in area 124 con due possibili target temporali:

per/entro il 26 maggio

per/entro il 19 settembre.

Fin tanto che i riferimenti supportivi di medio/lungo, desunti dal metodo Magic box, non verranno violati al ribasso, tale view  va mantenuta.

SITUAZIONE ECONOMICA E POLITICA

D’ACCORDO L’ANALISI TECNICA, MA SOTTO IL PROFILO ECONOMICO, COSA HA SPINTO AL RIALZO LA QUOTAZIONE DEI TITOLI DI STATO ITALIANI?

Sicuramente sono intervenuti fattori diversi.

Intanto non va dimenticato che prima di alcune modifiche in materia di tassazione finanziaria, introdotte all’epoca da Tremonti, la tassazione delle rendite finanziarie era sia per obbligazioni corporate, che per titoli di stato, al 12,5%.

Dopo tali modifiche, abbiamo invece assistito ad un regime duplice, in quanto i titoli di stato hanno continuato ad essere tassati al 12,5%, mentre le obbligazioni corporate, cioè titoli emessi da società private, al 20%.

Questo ha comportato, in parte, una preferenza verso i titoli meno tassati.

Per altro verso, sia ragionamenti vari a sostegno della tesi della sostenibilità del debito pubblico, sia parametri incoraggianti in tal senso, hanno comunque allontanato timori del passato circa un possibile default dello stato italiano.

Ne è conseguita una diminuita percezione del rischio, con evidenti ripercussioni sul rialzo delle quotazioni.

PROPRIO A TALE RIGUARDO, COSA PENSA DELLE PROSPETTIVE IN MATERIA DI POLITICA ECONOMICA, LEGATE AL NUOVO GOVERNO?

Naturalmente, non intendo entrare nel merito di questioni squisitamente politiche.

Rimanendo in materia di finanza, va detto che uno dei possibili cambiamenti legati al nuovo governo, sarebbe sostanzialmente legato ad una prospettiva di defiscalizzazione principalmente in materia di lavoro.

Il problema, da sempre, per temi come il cuneo fiscale, è tuttavia legato al come trovare le risorse finanziarie.

E qui il discorso si riallaccia a quello di nostro più diretto interesse, cioè la tassazione delle rendite finanziarie, da cui l’ipotesi di incrementare la relativa tassazione.

Io penso da sempre che si tratti di un errore anche dal punto di vista delle politiche industriali.

Il perchè è di immediata evidenza.

Il sistema imprenditoriale italiano si basa, praticamente da sempre, su risorse finanziarie legate al credito e comunque solo in parte a risorse finanziarie interne all’azienda stessa, tema noto come sottocapitalizzazione della tipica azienda italiana, per via delle sue tradizionali dimensioni medio-piccole.

Proprio essendo diminuiti gli apporti finanziari esterni, tipicamente quelli bancari, in alternativa le imprese in possesso dei requisiti di legge, sono ricorse, in molti casi, ad un canale di finanziamento alternativo, emettendo titoli obbligazionari.

Ma l’incremento dell’imposizione fiscale comporta che l’azienda, per rendere attrattivi i propri titoli, a fronte del medesimo rating, e di una diminuzione dei flussi netti per l’investitore, tenda ad incrementare la cedola lorda, la quale, quindi, comporta maggiori oneri finanziari per l’azienda, per garantire all’investitore lo steso flusso finanziario di prima.

In altri termini, provvedimenti come l’alleggerimento del cuneo fiscale, se finanziati a scapito degli investitori, rischiano di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta.

ED ALLORA, PERCHE’ SINORA SI E’ INVECE MANTENUTA LA TASSAZIONE AL 12,5% PER I TITOLI DI STATO?

Questo dimostra quel che dicevo sopra.

Evidentemente, il governo temeva che, incrementando la tassazione anche sui titoli di stato, i medesimi avrebbero perso attrattiva, per cui l’investitore avrebbe poi richiesto, ad esempio, cedole lorde maggiori, per continuare a sottoscriverli.

COME FUNZIONANO I TITOLI?

VORREMMO CERCARE DI CHIARIRE, PER TUTTI COLORO CHE NON SONO TROPPO ESPERTI DI TECNICISMI LEGATI AI TITOLI DI STATO, ALCUNI MECCANISMI RELATIVI AL LORO FUNZIONAMENTO, IN PARTICOLARE PER QUANTO RIGUARDA GLI ELEMENTI RELATIVI AL CONTEGGIO IN CASO DI ACQUISTO, SPESSO NON ESPLICITATI NELLA DOCUMENTAZIONE DELLE BANCHE, E SUI QUALI DIVERSI INVESTITORI NUTRONO DEI DUBBI.

PUO’ SPIEGARCELO LEI?

E’ una domanda importante, anche perché qualsiasi investitore dovrebbe essere messo in grado, come dire, di rifarsi i conti, e capire se vi siano stati errori o meno nei conteggi.

Di solito errori non si verificano, ma è comunque giusto che l’investitore possa anche da solo effettuare una verifica contabile.

Per facilitare la comprensione di taluni meccanismi, facciamo un esempio concreto.

Ipotizziamo di aver acquistato il BTP scadenza primo febbraio 2037,  con i seguenti elementi di calcolo:

cedola lorda 4%,

prezzo di acquisto 95,

rateo cedola 0,04491,

imposta rateo cedola 5,52,

data valuta 5 febbraio,

valore nominale 100.000

controvalore 95.000

commissioni 3,5 per mille pari a 332,5.

Il prezzo di acquisto è quello che troviamo sul mercato.

Questo significa che, nel caso in questione, non abbiamo pagato i titoli al 100 per cento del loro valore nominale, ma solo al 95 per cento.

In altri termini, abbiamo ad esempio acquistato titoli per 100.000 euro, ma li abbiamo pagati 95.000 euro, in quanto il loro prezzo era 95, cioè il 95 per cento del prezzo di rimborso.

La cedola lorda va calcolata sul valore nominale.

Va peraltro ricordato che i BTP pagano due rate semestrali, ognuna pari alla metà della cedola annua.

Il BTP in questione, quindi, paga una cedola lorda del 2% il primo febbraio ed una cedola lorda del 2% il primo agosto.

L’importo della cedola netta è pari all’importo lordo meno il 12,5%.

Quindi sarà pari a 1,75 % del valorr nominale, cioè 1750 euro.

Rateo cedola:

quando si acquista un BTP non in asta, ma già quotato sul mercato, l’acquirente deve inoltre pagare il cosiddetto rateo cedola, cioè la parte di cedola maturata sino al giorno della valuta dell’operazione.

Come viene calcolato?

Esistono varie convenzioni di calcolo, ma tra le più diffuse si procede da parte delle banche nel seguente modo:

si calcola il numero di giorni intercorrente tra la data di pagamento della cedola ed il giorno, cosiddetto di valuta, in cui viene effettuato l’acquisto.

L’ultimo giorno, quello di valuta, non viene conteggiato.

Nel caso in questione, quindi, essendo giorno di valuta il 5 febbraio, e venendo la cedola pagata il primo febbraio, sono 4 giorni.

Quindi, questo numero va diviso per il numero di giorni intercorrenti tra la data del pagamento in corso e il giorno precedente il prossimo pagamento della cedola, compresi entrambi.

Nel caso in questione, quindi, va calcolato quanti giorni sono compresi tra il primo febbraio e il 31 luglio, in tutto 181 giorni.

Si divide, quindi, 4/181, che fa 0,022099.

Questo risultato viene quindi moltiplicato per 2, cioè per il numero di pagamenti delle cedole nel corso dell’anno, ed arriviamo così a 0,04419.

Quindi, come va usato questo numero?

Si moltiplica l’importo lordo della cedola semestrale per questo numero, e si divide per due.

Nell’esempio, quindi, abbiamo il 2% lordo di 100.000 che fa 2000 euro, che moltiplicato 0,04419 fa 88,38, che a sua volta diviso due porta a 44,19.

Questi calcoli, un po’ complicati, tengono conto di quel numero, nell’esempio 0,04419, che la banche calcolano per il rateo.

Ma, per chi volesse saltare tutti questi passaggi, esiste un metodo più diretto e semplice per arrivare al calcolo dell’importo del rateo.

E’ sufficiente moltiplicare l’importo della cedola lorda semestrale per il rapporto tra numero di giorni che trascorrono dal pagamento cedolare sino alla data di valuta, quest’ultimo escluso, e giorni ricompresi tra giorno del pagamento della cedola e giorno precedente al successivo pagamento cedolare, compresi entrambi nel numero.

Nell’esempio, quindi:

2000 X (4/181) che, come si nota, porta ugualmente a 44,19.

Quindi, va calcolata l’imposta sul rateo cedola, pari al 12,5 per cento del rateo.

Nell’esempio, quindi, 5,52.

Infine, calcoliamo le commissioni, che si applicano sul prezzo di acquisto.

Nell’esempio, quindi, abbiamo il 3,5 per mille di 95000 euro, per cui:

95000 (0,0035), che porta a 332,5 euro.

Alla fine, sommiamo tutti gli elementi prima calcolati, tranne l’imposta sul rateo, che va invece sottratta, ed otteniamo il prezzo finale di acquisto, quindi:

prezzo acquisto  95000

+

Rateo                     44,19

+

Commissioni          332,5

Imposta rateo           5,52

=                      95371,17.

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