BTP e BOT rendimenti in calo: fino a dove e fino a quando?

Continuano a scendere i rendimenti di BTP e BOT.

Saper gestire i propri soldi sui titoli di stato può di fatto aiutare a generare una vera e propria pensione integrativa. Ma sono questi livelli di prezzo  a cui entrare? Sicuramente non risultano appetibili gli attuali prezzi. Corsi ancora troppo alti e di conseguenza rendimenti eccessivamente risicati per dare consigli di acquisto. Addirittura i rendimenti dei BOT pur in risalita restano negativi.

Asta dei BOT di oggi

Il risultato dell’asta odierna dei BOT è stato in linea con quanto atteso: il rendimento è salito ai massimi da luglio scorso.

Ma stiamo comunque parlando di tassi negativi scarsamente consigliabili a un risparmiatore privato. Il tasso medio ponderato è salito infatti al -0,135% dal -0,219% di un mese fa. In totale sono stati interamente collocati i 5,5 miliardi offerti dal Tesoro. D’altronde con alle spalle la BCE che li ricompra grazie al nuovo QE le banche compratrici fanno solo da tramite.

Parlando di rendimenti di BTP e BOT, l’efficacia di questo meccanismo per il risanamento dell’economia europea, visti gli esiti attuali, resta tutto da verificare. Tanto più che acquistando solo titoli di stato le banche restano comunque in apnea sul fronte delle obbligazioni corporate emesse anni fa. Titoli che da tempo non sono nemmeno più oggetto di quotazione.

In sostanza giacciono nei meandri di fondi, gestioni e polizze decine di bond che non sono in grado di esprimere un prezzo da anni e che vengono quotati, in base al principio del mark to market, all’ultimo prezzo noto.

Certamente titoli da non acquistare ma che, anche all’interno dei portafogli gestiti, non sono immuni dal portare future conseguenze.

Sempre che la Lagarde non allarghi il raggio di azione del QE della BCE ivi ricomprendendovi, sul modello FED e BOE, anche questi asset, di fatto tossici.

Aree di acquisto dei BTP : spazio e tempo

Prendendo a riferimento il prezzo del BTP futures la prima area di acquisto si posiziona a quota 135 dove i rendimenti resterebbero comunque limitati.

Più interessante invece sarebbe l’approdo verso la vecchia resistenza di quota 130 che ora fungerebbe da forte supporto.

Questo per quanto riguarda lo spazio ovvero i prezzi.

A livello di tempo, stando alle dinamiche attuali si parla almeno di qualche mese.

Un target credibile per tonare a fare buoni acquisti sui BTP sarebbe fine inverno ovvero inizio primavera.

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