Brutta sorpresa dal 1° ottobre per chi vuole accedere ai servizi INAIL

Il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione procede a grande velocità.

Sono tantissimi ormai gli enti pubblici che richiedono il possesso di determinati requisiti per accedere a tutti i servizi offerti.

Questo è anche il caso dell’INAIL, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

L’INAIL nasce come ente pubblico che offre assistenza ai lavori, gestendo l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali.

Collabora inoltre con altri enti pubblici come l’INPS, con i CAF, i patronati e con le imprese.

Si tratta perciò di un ente di fondamentale importanza, per la rilevanza economica e sociale che riveste.

Ci sarà però una brutta sorpresa dal 1° ottobre per chi vuole accedere ai servizi INAIL, soprattutto per gli utenti sprovvisti di determinati requisiti.

Vediamo perché.

Brutta sorpresa dal 1° ottobre per chi vuole accedere ai servizi INAIL

A partire dal 1° ottobre 2021, sarà possibile accedere ai servizi digitali dell’INAIL soltanto se provvisti di specifici strumenti.

Gli utenti dovranno essere in possesso di SPID (Sistema pubblico di identità digitale), in alternativa della CIE (Carta d’identità elettronica) o della CNS (Carta nazionale dei servizi).

Soltanto in questi casi sarà consentito l’accesso al portale dell’Istituto ed ai servizi online connessi.

È importante dunque che tutti coloro che ne siano sprovvisti si attivino al più presto per ottenere le nuove credenziali.

La vecchia modalità, ovvero l’accesso con credenziali fornite dall’INAIL, sarà consentita soltanto ad alcuni soggetti.

Si tratta dei minori di 18 anni e degli extracomunitari che siano in possesso di un documento d’identità non riconosciuto.

A questi si aggiungono ovviamente i soggetti che siano sottoposti a tutela o abbiano un amministratore di sostegno.

Come mettersi in regola?

Se per quanto riguarda la CNS, ovvero la tessera sanitaria, dovrebbero esserci meno problemi, discorso diverso è per SPID e CIE.

La tessera sanitaria infatti, in prossimità della scadenza, viene inviata direttamente a casa da parte del Sistema sanitario nazionale senza specifica richiesta.

Per quanto riguarda invece la CIE è importante sapere che non tutti i Comuni italiani si sono adeguati di pari passo con il processo di digitalizzazione.

Per evitare inutili viaggi e lunghe attese al telefono, sul sito del Ministero dell’Interno è possibile verificare se nel proprio Comune di residenza è attivo il servizio.

Infine, per quanto riguarda lo SPID, la faccenda si complica un po’ con un procedimento di attivazione piuttosto macchinoso.

Per ottenerlo è possibile conoscere tutti i passaggi sull’apposita pagina istituzionale, ma si consiglia di spendere un po’ di tempo e pazienza.

Si tratta infatti di uno strumento di cui ormai è quasi impossibile fare a meno, e che sarà sempre più richiesto da quasi tutte le Pubbliche Amministrazioni.

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