BREXIT: uno dei tanti giorni della verità

Oggi in quel di Londra al BREXIT passerà per una di quelle giornate che vengono definite della verità.

In realtà in questa tormentata vicenda del distacco tra Gran Bretagna ed Unione Europea di giornate topiche ce ne sono già state parecchie.

Comunque sia, oggi 2 ottobre  verrà diramato ufficialmente il piano o per meglio dire la proposta sulla Brexit di Boris Johnson.

Se questo allontanerà il rischio del no-deal non è affatto chiaro.

Infatti già ieri alcuni passaggi della proposta sono trapelati.

E subito sono fioccate le critiche soprattutto da fonte irlandese!

Insomma si prospetta una giornata, calda, clima  a parte.

Il famoso 31 ottobre posto da Johnson come data limite si avvicina e poco importa se il Parlamento di Londra ha votato una legge anti-new deal.

Il Premier inglese conta di aggirarla con qualche cavillo o  in alternativa, forte del consenso popolare, mandando tutti a votare.

Piano criticato ancora prima della pubblicazione ufficiale

Il piano sulla BREXIT che verrà proposto oggi da Londra potrebbe dunque essere l’ultima opportunità di trovare una quadra.

Sale però il pessimismo, molti osservatori pensano che si tratti di un banale  bluff, finalizzato ad arrivare al no-deal.

Rimane sempre la questione del cosiddetto backstop tra le due Irlanda il vero pomo della discordia.

Backstop tra Irlanda del Nord ed Eire punto critico focale

Ma di cosa si tratta nello specifico?

Il problema dei confini tra Irlanda del Nord ed Eire è sempre stato uno l’Ostacolo che concretamente ha impedito alle parti di trovare un accordo sulle modalità di separazione.

Infatti l’Irlanda del Nord nella veste di membro del Regno Unito, rientra pienamente nella BREXIT al contrario dell’Irlanda detta Eire che è  indipendente.

Quindi la domanda è: tra le due dovranno essere reintrodotti confini e controlli alla frontiera?

Da fonti bene informate si apprende che il piano di Boris Johnson consta di proporre all’UE l’introduzione di controlli fisici tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica d’Irlanda.

Ma controlli da effettuarsi non sul confine ma a 10 chilometri dalla linea di frontiera…

Pare che la proposta arriverà sotto forma di ultimatum, cosa che costringerà Bruxelles a scegliere tra accettare la soluzione proposta dal Premier britannico ed il no-deal.

Sono molti a pensare che sia tutta una messinscena sapendo che Bruxelles, sulla spinta anche delle proteste irlandesi, non accetterà questa soluzione.

Ipotesi che porterebbe Johnson dove vuole, ovvero al no-deal o in alternativa a un voto che lo vede, dai sondaggi, in forte ascesa.

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