BREXIT o non BREXIT gli inglesi vanno meglio

Il Caos sulla BREXIT non pare fermare l’economia britannica.

Anzi, tra le grandi economie europee la Gran Bretagna mantiene saldamente il primo posto.

Anche i dati macroeconomici odierni lo confermano.

A cominciare da un tasso di disoccupazione assolutamente invidiabile. Direi un fenomeno da studiare.

Vediamo in tabella i dati macroeconomici odierni.

Tabella principali dati macroeconomici della Gran Bretagna

    GBP Indice dei salari medi inclusi bonus (Lug) 4,0% 3,7% 3,8%
    GBP Variazione nelle richieste di sussidi disoccupazione (Ago) 28,2K 29,3K 19,8K
    GBP Variazione nel livello di occupazione su base trimestrale (Mensile) (Lug) 31K 53K 115K
    GBP Tasso di disoccupazione (Lug) 3,8% 3,9% 3,9%

Il 3,8% del tasso di disoccupazione è dato assolutamente eccezionale in un’ Europa che perde i colpi.

Una disoccupazione che è la metà di altre nazioni partner e un terzo circa rispetto a quella di altri stati ancora (tra cui l’Italia) è veramente il top.

Aggiungiamo che la variazione nelle richieste di sussidi disoccupazione con 28,8k versus 29.3k è dato eccellente anche se scende dal precedente.

Anche perché di pari passo i salari crescono e più dell’inflazione domestica!

L’eventuale euforia di Boris Johnson per questi dati viene poi mitigata dal livello di occupazione trimestrale che scende a 31K versus 53K atteso e 115k della rilevazione scorsa.

BREXIT Boris Johnson cerca l’accordo

Dopo la nuova sconfitta inflittagli dalla camera di Comuni il Premier britannico ha risposto a modo suo.

Da un lato contrattaccando a reagendo contro chi ha impedito il ritorno al voto.

Dall’altro, pur senza prendere impegni precisi, ha assicurato il massimo impegno per raggiungere un accordo sulla BREXIT con l’UE.

In ogni caso entro il 31 ottobre Londra si staccherà questo è quello che Johnson ripete ormai come un mantra ogni volta che apre bocca.

Nel frattempo il Parlamento è stato chiuso, seguendo una strana procedura peraltro regolare in quel di Londra, fino al 14 ottobre!

Tanto per non fare mancare nulla alla caotica situazione  lo Speaker John Bercow ha annunciato le dimissioni, per protesta contro il primo ministro.

Il tutto dopo che appunto la Camera dei Comuni aveva bocciato la mozione sulle elezioni anticipate con 293 voti a favore, 46 contrari e un’astensione di massa proprio dei tories che comunque si sapevano già sconfitti in partenza.

Sterlina debole e sovranità monetaria

Tornando ad analizzare l’andamento economico britannico è difficile pensare che non vi sia una correlazione diretta tra il migliore stato di salute economica e il mantenimento della sovranità monetaria.

I casi di andamenti altrettanto se non di più positivi di nazioni come Danimarca, Norvegia e Svezia sono lì’ a confermarlo.

Guarda caso tutte nazioni partecipanti all’UE ma che hanno mantenuto la propria moneta…

Tra l’altro a chi mostra la debolezza delle sterlina come effetto negativo della BREXIT si può rispondere che esiste anche un’altra interpretazione.

Ovvero che agli inglesi la moneta debole va bene perché favorisce esportazioni e turismo.

Oltreché riportare a consumi made in Britain le fasce di reddito più basse.

Per l’importazione di materie prime è sempre utile poi tenere presente che esiste ancora il Commonwealth ove UK spadroneggia.

Pertanto il rifornimento di commodities arriva da aree che vedono ancora la sterlina forte sui cambi locali e comunque all’interno di trattati secolari.

E  non ultimo aspetto che Londra può catalogare come positivo: una svalutazione senza polemiche come quella dello Yuan cinese non è merce da poco a livelli di rapporti con gli USA e la stessa UE…

Svalutazione dunque “gratis” perché scelta dai mercati…

Approfondimento

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