Brexit: nessuna sorpresa sui mercati

La debacle di Theresa may  sulla Brexit non ha creato grandi scompigli sui mercati.

La situazione sui mercati

Alle 12, infatti, Piazza Affari vedeva il suo Ftse Mib
in vantaggio dello 0,6% (19.276 punti). Lo spread tra Bund e Btp è addirittura in ribasso con un -2,87, il che ha portato il saldo finale a 257 punti base. Di conseguenza il rendimento del decennale italiano è anch’esso in calo a 2,8% ovvero una diminuzione dell’1,7%.

Caos Brexit

Come detto il voto di Westminster non ha portato danni ai mercati europei con la sola, prevedibile eccezione, di una certa pesantezza sul Ftse 100. Il no del parlamento inglese era ampiamente previsto. Quello che invece ha sorpreso è stata la mole di no. Ma ancora di più il numero di conservatori (oltre 180) che ha deciso di ribellarsi al suo premier. Molti gli scenari che si aprono a questo punto, non ultimo quello delle elezioni anticipate.

Ma procediamo con ordine

Alle 12 il Cac 40 di Parigi arrivava a +0,25%. Il Dax di Francoforte girava in leggero passivo dello 0,04% mentre la borsa di Londra scendeva più corposamente dello 0,5%. Ma il calo tedesco, a differenza di quanto si potrebbe pensare, non è dovuto ad una negatività proveniente da Londra. Ma a qualcosa che, potenzialmente, potrebbe essere anche peggiore: la presa di coscienza di un suo rallentamento economico.

Paura per Berlino?

La conferma è arrivata ieri dopo la pubblicazione dei dati sul Pil 2018 di Berlino. I numeri hanno sottolineato il tasso di crescita più basso degli ultimi cinque anni. Si parla di un 1,5% contro il 2,2% del 2017. Un risultato a sua volta causato dal calo della produzione nel settore automobilistico. A sua volta influenzato sia dai numerosi scandali a marchio Dieselgate ma anche dalla guerra dei dazi tra Usa e Cina.

Prezzi al consumo in Germania

Un tassello molto importante, nell’analisi brexit,  è quello della lettura dell’indice dei prezzi al consumo tedesco. In Germania il dato definitivo ha visto una crescita dello 0,1% a livello mensile e dell’1,7% a livello annuale sul mese di dicembre. Per quanto riguarda l’indice dei prezzi al consumo armonizzato anche in questo caso c’è un segno +. Infatti il risultato è di +0,3% mese su mese e +1,7% anno su anno. Tutti i dati resi noti sono conformi non solo alla lettura flash ma anche alle attese degli analisti.

I valori da monitorare sui mercati fino alla chiusura odierna

Il movimento  in corso  verrà archiviato

Ftse Mib  Future  da chiusure orarie inferiori ai  19.130

Dax  Future da chiusure orarie superiori ai  10.942

Eurostoxx Future  da chiusure orarie superiori ai  3.075

Bund Future  da chiusure orarie inferiori ai  164,37

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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