BREXIT: accordo bocciato ed effetti

Bocciato l’accordo sulla BREXIT e ora?

Come ampiamente previsto anche dai bookmaker il Parlamento britannico ha bocciato l’accordo sulla BREXIT che la premier Theresa May ha raggiunto con l’Ue.
I voti contrari sono stati 432, quelli favorevoli solo 202.

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Ora si aprono diversi scenari contraddittori come assolutamente contraddittoria risulta la larghissima maggioranza che ha bocciato l’accordo.

Maggioranza composta dagli stessi Conservatori che ritengono l’accordo troppo sfavorevole per il Regno Unito e dal fronte anti-BREXIT.

Si aprono diversi possibili scenari

–  Theresa May pur aspettandosi il risultato è evidentemente delusa dall’esito del voto.

Non è escluso che la premier deicida di andare ad elezioni anticipate per rimettere agli elettori la scelta o meno di accettare l’accordo raggiunto con Bruxelles.

Sul fronte dell’opposizione il leader laburista Jeremy Corbyn ha presentato una mozione di sfiducia del governo May, a sua volta puntando ad elezionianticipate.

Corbyn Punta evidentemente a sfruttare le difficoltà anche d’immagine che questa vicenda potrà riversare sull’elettorato.

Peraltro i “ribelli” conservatori e il Dup nordirlandese hanno già annunciato che non appoggeranno la mozione.

La tanto temuta Hard BREXIT è un’ opzione da non scartare riguardo a una Premier che, passata la delusione, decida di riconquistare l’appoggio pieno del suo partito

Certamente un’ uscita senza accordo produrrebbe scenari alquanto imprevedibili specialmente in ambito di mobilità delle popolazioni e dei lavoratori in particolare.

Rimarrebbero poi in sospeso numerose questioni legate all’approvvigionamento di cibo e medicine, e in generale ai prodotti importati ed esportati.

Scenario favorevole a una contrazione del Pil e alla svalutazione della sterlina.

Vi è da dire che ora coloro che pronosticano il PIL in calo erano gli stessi che sbagliando ampiamente pronosticarono la stessa cosa subito dopo l’esito del referendum sulla BREXIT come effetto immediato.

E la sterlina per ora tiene alla Brexit…

– Una Premier più riflessiva  potrebbe invece proporre a Bruxelles una proroga dell’Articolo 50 del Trattato di Lisbona, con un protrarsi della data di scadenza della BREXIT, attualmente fissata per il 29 marzo.

– Anche gli anti BREXIT certamente si daranno da fare.

Una ipotetica maggioranza trasversale europeista potrebbe riuscire a battere nuovamente il  governo ed ottenere un nuovoreferendum sulla BREXIT.

In questo caso servirebbero totalmente i voti i voti dei laburisti che però vedono la  contrarietà di Corbyn loro capo.

E, certamente Corbyn, non sarà l’unico a pensarla così nel suo partito…

Nonostante molti lo avessero sperato Theresa May ha più volte ribadito che non si dimetterà. In fin dei conti è una discendente diretta della Lady di ferro Margareth Thatcher: le dimissioni non sono pane per questo tipo di super donne!

Rischio opportunità sulla sterlina

Per chi intende speculare sulla sterlina, certo ora si apre una fase ancora più interessante, anche se, attenzione, ogni minima notizia o dichiarazione potrà far scattare repentini movimenti in entrambe le direzioni.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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