BOT: rendimento in leggero aumento

Oggi si è svolta l‘asta dei BOT.

Al momento il comparto dei bond italiani rimane tranquillo anche nel mentre sulle borse infuria la bufera o meglio negli Stati Uniti si viaggia sulle montagne russe.

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Aspetto, molto interessante visto che nei mesi scorsi il nostro BTP era destinato a soffrire praticamente in parallelo alle giornate di borsa negative.

Una de-correlazione positiva

Il fatto che i nostri BTP si stiano de-correlando dalle borse è senz’altro un fatto molto positivo.

Tanto più lo sarà se avremo conferme anche su un eventuale ulteriore scrollone dei mercati azionari nel 2019.

Per il momento accontentiamoci di avere questa ulteriore riprova di quanto la situazione italiana sia tutt’altro che centrale rispetto alle dinamiche delle borse internazionali.

Rendimento a breve in aumento dei BOT

In questo momento il  future sul BTP decennale segna ancora +0.07% a fronte del -1.12% del Ftse Mib Future   a ulteriore riprova di quanto esposto.

Analogamente rimangono sotto controllo i rendimenti anche della parte breve della curva.
Parte breve, ovvero BOT a sei mesi, dove pure rileviamo un leggero incremento del rendimento nell’asta odierna. Si è infatti passati da un +0.163% a un + 0.215%.

Niente di clamoroso ma va rilevato come possibile segnale…

Cosa ci dice la dinamica BOT BTP?

Per quanto marginali gli scostamenti dei rendimenti, in calo sui BTP e in crescita sui BOT, qualcosa ci dicono.

Il messaggio pare chiaro: è in corso uno spostamento verso la parte lunga delle curva alla ricerca di rendimenti prolungati più appetibili.

Questa  manovra è stata da noi già consigliata già nella fase più critica con lo spread in forte movimento… ma si sa i migliori affari si fanno nelle fasi critiche.

Per questo, l’input per chi ancora non si fosse rifornito di BTP, rimane quello di attendere almeno parzialmente.

Qualche recrudescenza di criticità italiche nel 2019 non si può infatti escludere. Pertanto l’indicazione è di tenere almeno il 50% della liquidità destinata ai titoli di stato italiani con scadenza al massimo ai primi di febbraio.

Fase in cui le idee sui mercati obbligazionari e non solo saranno certamente più chiare.

Si tenga infine conto che le percentuali possono essere più o meno rinforzate in considerazione delle eventuali necessità di disponibilità dei propri capitali.

Vale a dire che per quote di risparmio che potrebbero arrivare a scadenza già i rendimenti correnti  sono appetibili.

Sempre che appunto si possano ignorare gli eventuali saliscendi dei corsi dei titoli.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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