Borse verso il botto di fine d’anno?

Le borse internazionali sono arrivate alla pausa natalizia con un rally alla rovescia come raramente si è visto.

Ora tutto si giocherà nelle due sole sedute del 27 e 28 dicembre.

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Con quale intonazione si andrà a chiudere l’anno 2018?

L’impostazione generale è chiaramente ribassista. Nella norma però i listini potrebbero trovare ossigeno dalla ricoperture visto che le posizioni allo scoperto sono poco gradite se non bandite nei bilanci di fine anno.

Ma contro questo ipotetico rimbalzo si agitano già i fantasmi di vari problemi.

Lo Shutdown è arrivato. effetti sulle borse?

Proprio quando si poteva immaginare che la Casa Bianca, come ipotizzato ieri dal WSJ avesse fatto un passo indietro sul famoso muro col Messico, tutto è saltato.

Risultato è partito lo sciagurato shutdown a causa del quale 800.000 dipendenti pubblici americani non riceveranno lo stipendio.
Per ora fino al 27 dicembre ma con elevate probabilità che si vada ben oltre.

Avevamo scritto tempo fa che Trump ha contribuito decisamente all’avvio di un ciclo virtuoso negli USA in stile anni ‘60 e che la cosa migliore da farsi era stare fermo.

Invece il Presidente americano, come tanti suoi colleghi politici, agisce schiavizzato dai sondaggi a e dalla costante ricerca dei consensi.

Ergo, il famigerato quanto inutile muro col Messico pare un passepartout per mantenere alto il livello di gradimento del pubblico.

Ma a che prezzo? Quali riverberi potrà avere sui mercati questa situazione caotica venutasi a creare che si aggiunge all’altro fronte caldo della guerra dei dazi con la Cina?

Dati macroeconomici della settimana poco incisivi sulle borse

Sul fronte dei dati macroeconomici principali registriamo il 27 dicembre la pubblicazione del dato sulla fiducia dei consumatori USA e la vendita di nuove abitazioni sempre in USA.

Sono numeri che potrebbero provocare, se positivi, una fiammata sulle borse ma difficilmente cambiare le sorti del trend già delineatosi in giornata.

L’ultima seduta dell’anno borsistico è fissata per venerdì 28 dicembre.

Giornata che scorrerà tra dati discretamente insignificanti come driver di borsa.

Piuttosto potrebbe risultare interessante la conferenza di Powell specie se dovesse mitigare i toni sui futuri rialzi dei tassi già previsti per il 2019.

Nel caso il presidente della FED vestisse una volta i panni della colomba ecco che un botto o meglio un bottino al rialzo proprio in coda all’anno potrebbe capitare.

Anche perché qualcuno dovrà pure ricoprirsi…

Il tutto senza nessuna garanzia di duraturo prosieguo per il 2019 delle borse sul quale aleggiano nuvole scure…

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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