Borse: si ripeterà la bolla del 2000?

L’attuale incastro delle Borse internazionali può rappresentare la base per uno slancio oltre i recenti massimi (per molti listini massimi storici) ?

Una crescita dei prezzi che faccia saltare definitivamente ogni correlazione logica e porti i price/earning a livelli altissimi con relativo crollo del rendimento percentuale dei dividendi?

Insomma la classica bolla dei prezzi.

Borse: la situazione attuale

Il contesto attuale vede le Borse a livelli di prezzi già abbastanza tirati (almeno per quelle americane).

In sostanza ci troviamo in quella fascia di prezzi dove i dividendi mantengono una appena discreta appetibilità, vista anche le resa quasi nulla dei bond sicuri.

Però siamo anche a quei livelli che se ulteriormente ritoccati al rialzo porterebbero l’equity a perdere il proprio appeal per esempio nei confronti dei Treasury Bond americani o anche dei BTP italiani.

Da qui lo stallo attuale.

Perché il taglio dei tassi già effettuato non è bastato per volare

I tagli dei tassi da parte della FED sono giunti in via anticipata rispetto ai segnali dell’economia reale statunitense.

L’operatività della BCE invece crea moneta solo per le banche affinché possano risolvere i propri problemi ma nemmeno nei momenti migliori è stata decisiva per spingere i listini europei.

Listini che spesso si muovono al traino di quelli USA.

E qui sta il punto: Wall Street è stata resa ingorda di moneta facile dall’approccio morbido mostrato dalla FED.

Ora gli operatori, per rimpolpare il denaro sui book, pretendono ancora di più, ancora ribassi del costo del denaro.

Quindi le Borse non si sono esaltate per due motivi l’uno conseguenza dell’altro:

– il timing anticipato da parte della FED automaticamente ha ingenerato l’ aspettativa che le cose potrebbero peggiorare;

– ergo messo inevitabilmente nel mirino degli operatori nuovi tagli dei tassi.
Da qui lo stand-by attuale…

Ma non sono solo questi i motivi per cui la fase bolla in stile anni 2000 non è ancora partita.

Perché la bolla dei prezzi stenta a decollare

In realtà perché dopo vent’anni si possa riproporre una bolla dei prezzi serviranno due condizioni.

  • I grandi operatori, magari sulla scia di uno o meglio ancora due tagli dei tassi, dovranno convincersi che altri sconti non avranno e quindi entrare pesantemente sul mercato dimenticando per un attimo P/E e dividendi
  • I pesci piccoli dovranno seguire l’esempio fino a trascinare , con la gradita collaborazione dei media che esalteranno le Borse, anche le “massaie” ad acquistare azioni…

E’ possibile tutto ciò? Sì! E’ probabile? In questo momento darei alla Bolla una probabilità di realizzo del 60% che è già qualcosa…

La condizione 1 sarà decisiva.

Nel senso che se avremo l’ennesimo ritocco marginale dei massimi storici di Wall Street seguito da un arretramento o anche solo assestamento non scatterà quell’entusiasmo diffuso necessario a scatenare la fase due.

E qui si apre uno scenario atipico: il ruolo di Trump.

Trump deciderà quando mandare le Borse in bolla?

Abbiamo più volte evidenziato come determinate decisioni e strategie comunicative di Trump abbiano più volte fatto pensare che il suo obbiettivo sia postergare la fase top di Borse ed economia alla prossima campagna elettorale.

Fino poco tempo fa sui rapporti con la Cina lui stesso ha ammesso che fino alla campagna elettorale non gli servirà fare pace sui dazi…

Allora, contando che una bolla non parte dal nulla e che porta con se  anche giornate di volatilità contraria e che ora siamo molto lontani dalla fase della Trump “ri-election”proviamo a fare un’ ipotesi sulla tempistica.

La fase clou di una bolla non dura più di sei mesi.

Quando inizia a sgonfiarsi di solito si scambiano i primi cali per normali rintracciamenti come quelli visti in precedenza.

Dopo la eventuale rielezione ed a inizio mandato a Trump a ai suoi amici di Wall Street interesserà poco sostenere subito il mercato.

Considerato tutto ciò la bolla potrebbe partire tra giugno e massimo ottobre 2020…

Quindi ragazzi per ora ci vuole solo della gran calma ed accontentarsi di quel che si riesce a prendere con i propri modelli e algoritmi oltreché dei dividendi.

 

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