Borse in mano alla FED: calendario settimanale

Da tempo non assistevamo a una settimana di simili compressioni dei prezzi su tutte le borse mondiali.

L’incertezza regna sovrana.

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Naturalmente il fulcro del sistema globale si è sempre di più riportato negli USA e in particolare sulle mosse della Casa Bianca e oserei dire ancora i più su quelle della FED di Powell.

Borse ed eventi macroeconomici della settimana del 14 gennaio

Già lunedì è prevista una nuova audizione di Powell a orario da destinarsi.

Una presa di posizione restrittiva o espansiva sui tassi meno da equilibrista di quelle recenti potrebbe aiutare i prezzi delle borse a una esplosione rialzista o ribassista a seconda dell’indirizzo chiaramente espresso.

Un tale evento farà passare in secondo ordine i dati macroeconomici di giornata pure certo non di basso profilo.

La bilancia commerciale cinese avrà comunque un impatto dei mercati locali ed asiatici più sensibili.
Tanto più nella fase di pesante disturbo commerciale che il protezionismo anti Cina sta proiettando.

Così come il penoso dato italico sulla produzione industriale sarà interessante confrontarlo col dato analogo dell’intera UE.

Ovviamente dobbiamo auspicare un banale “mal comune mezzo gaudio” che ci eviterebbe nuovi attacchi e il rapido ritorno al ruolo di Cenerentola europea.

Settimana pre-condizionata

Un simile start di settimana finirà ovviamente per condizionare anche il resto delle sedute di borsa.

Anche se, forse, Powell vuole semplicemente protrarre la fase laterale e quindi riuscirà a mantenere tutti nel dubbio.

In questo caso qualche scossone alle borse potrebbero darlo i dati macroeconomici  che già martedì vedranno nell’ordine di pubblicazione:

-PIL tedesco

-voto del parlamento britannico sulla BREXIT

-indice dei prezzi alla produzione negli USA

Stesso indice ma sui consumi tedeschi e inglesi verrà proiettato mercoledì.

Giornata nella quale anche l’Italia potrà cercare un riscatto col dato sui nuovi ordinativi alle industrie.

Nel pomeriggio sempre di mercoledì conferme sono attese dalle vendite al dettaglio USA. Sino a qui una delle principali leve dei falchi della FED.

Giovedì ci concentreremo sul PIL cinese seguito dal dato sull’inflazione UE e nel pomeriggio sul “Philly FED” americano.

Si andrà poi a chiudere venerdì col dato sulle vendite al dettaglio inglesi che pur essendo un sassolino rispetto al macigno del voto sulla BREXIT rappresenterà comunque nuova acqua o benzina sul fuoco della sterlina.

Nel pomeriggio si chiuderanno i giochi e la settimana con i dati sull’industria americana.

Non c’è che dire settimana dai piatti forti!

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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