Borse caute ma c’è già chi guarda al 2022

Sebbene non sia stata ritenuta una riunione decisiva, quella della BCE in programma per domani, resta comunque un appuntamento particolarmente importante per gli analisti. Una prima dimostrazione arriva dal fatto che oggi le Borse hanno aperto caute e mantenuto un atteggiamento di generale debolezza per tutta la mattinata. Dopo le 14.30, infatti, Piazza Affari registra un passivo dello 0,6% mentre Francia e Germania oscillano dal -0,24% della prima al -0,35% della seconda. Come detto, si intravedono Borse caute ma c’è già chi guarda al 2022. Una lungimiranza che non deve allarmare dal momento che, è noto, i mercati tendono ad anticipare le tendenze.

Molto probabilmente sul tavolo dei fattori da valutare resterà, anche l’anno prossimo, il problema dell’inflazione. Problema che, indicato come passeggero, rischia di diventare sempre più strutturale. Ad ogni modo, sebbene, come detto, le attese non siano orientate al momento verso annunci importanti, la questione dei prezzi al consumo non potrà essere ignorata nelle prossime riunioni. L’inflazione della zona euro, infatti, a settembre ha toccato massimi intravisti 13 anni fa. Il che sposta il focus principale lontano da quello che era, fino a poco tempo fa, il vero problema: la crescita. L’obiettivo di sostenere la crescita, infatti, faceva pensare alla necessità, soprattutto da parte della BCE, di continuare a rimandare ogni volontà di stringere i cordoni della borsa.

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Borse caute ma c’è già chi guarda al 2022

La presenza sempre più costante di un’inflazione potenzialmente sistemica, perciò, cambia le carte in tavola. Soprattutto se a questa si aggiunge anche un più generico rincaro delle materie prime e una scarsità sul fronte degli energetici. Ma per i prossimi mesi alcuni analisti hanno deciso di puntare verso un cauto ottimismo. Pur considerando la possibilità di una volatilità nel breve termine sui listini. Da Neuberger Berman, ad esempio, consigliano di creare riserve di liquidità proprio allo scopo di gestire le possibili tempeste che potrebbero crearsi sui mercati azionari nel breve. Grazie a queste, infatti, potrebbero nascere interessanti opportunità da sfruttare.

Potenziali scogli da monitorare nel breve, secondo la loro analisi, anche il rialzo dei costi sulla produzione e un inasprimento delle condizioni fiscali. Il tutto mentre aleggia ancora la minaccia rappresentata dall’incognita Cina. Per quanto riguarda l’azionario, la preferenza per i prossimi 12 mesi, va ai mercati emergenti, all’Europa e al Giappone.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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