Borsa Milano, chiusura al rialzo. Ma Piazza Affari non convince

Borsa Milano, chiusura al rialzo. Ma Piazza Affari non convince. Ancora una seduta molto volatile per la Borsa italiana che si è salvata nel finale solo grazie all’intervento di un tweet di Donald Trump che ha messo il turbo al prezzo del petrolio e ai titoli dell’energia.

Borsa Milano, chiusura al rialzo. Ma Piazza Affari non convince

Sono due le buone notizie che arrivano nella penultima seduta della settimana. La prima riguarda la misura della chiusura della Borsa italiana, che ha terminato con gli indici ben oltre l’1,5% di guadagno. In particolare l’Ftse Mib (INDEX-FTSEMIB) ha terminato con un rialzo dell’1,7%. La seconda riguarda l’indice maggiore di Piazza Affari, che è riuscito a mantenersi sopra l’importante soglia dei 16mila punti. Ogni chiusura oltre questo importante livello allontana le possibilità di una nuova fase ribassista.

Ma se si guarda alle altre Borse europee non è andata altrettanto bene. I guadagni della Borsa tedesca, di quella francese e di quella inglese sono attorno allo 0,3%.

Ma allora cosa ha spinto Piazza Affari ad essere la migliore?

Il ruolo dei petroliferi nel rialzo

Borsa Milano, chiusura al rialzo. Ma Piazza Affari non convince, perché il rialzo è stato spinto dalla buona performance dei titoli azionari legati al settore dell’energia, in particolare del petrolio. Infatti nel pomeriggio in un tweet il presidente americano Trump ha annunciato che l’Arabia Saudita avrebbe ridotto la produzione di petrolio di 10 o forse 15 milioni di barili al giorno. A quella notizia il prezzo del petrolio si è impennato di quasi il 30% spingendo di conseguenza tutti i titoli azionari petroliferi, Eni in testa. In quel momento la Borsa di Milano era in negativo. La forza dei petroliferi l’ha portata a chiudere in deciso rialzo. Ma solamente grazie a Saipem, in  salita del 9%, Eni in  guadagno del 7% e Snam in  guadagno del 5,6%.

Ma se la notizia del petrolio non fosse arrivata cosa sarebbe accaduto?

I prezzi sono in movimento laterale

Se la notizia del taglio della produzione di petrolio non fosse arrivata, la Borsa di Milano avrebbe prob abilmente chiuso attorno alla parità. Forse in negativo.  Rimane il fatto che i prezzi del listino milanese da qualche seduta si stanno muovendo in laterale all’interno della stretta fascia tra 16500  e 17300 punti. Una fase di compressione da cui ancora non è possibile capire in che direzione ne uscirà. Possiamo solo intuire che quando lo farà i prezzi prenderanno forza nella direzione dell’uscita.

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