Borsa Italiana: disfatta o ripresa?

La Borsa italiana ha chiuso la settimana di contrattazioni a quota 18.705 con un rialzo dello 0,48% rispetto alla seduta precedente, ma in ribasso dello 0,75% rispetto alla chiusura della settimana precedente.

Il Future ha segnato il massimo settimanale a 19.125 lunedì 19 novembre ed il minimo il 20 novembre a 18.445, mentre il massimo annuale è stato segnato a 23.900  il 7 maggio ed il minimo a 18.365  il 25 ottobre. Da questi dati si intuisce come la prima parte della settimana sia stata molto volatile e al ribasso in attesa della “sentenza” dell’Europa sulla manovra italiana. Dopo la bocciatura, invece, le quotazioni si sono stabilizzate come se già scontassero il giudizio negativo. Va, però, osservato come le ultime tre sedute della settimana siano state tutte inside rispetto a quella di martedì 20 novembre. Al di là delle apparenze, quindi, rimane forte il segnale ribassista in corso.

Tutto è perduto e siamo destinati alla disfatta dell’Italia e al crollo della Borsa? (fonte MilanoFinanza)

Da questo punto di vista è interessante quanto scrive la Banca d’Italia.

“In Italia i maggiori rischi per la stabilità finanziaria derivano dalla bassa crescita e dall’alto debito pubblico”, ha sottolineato la Banca d’Italia, spiegando che “la capacità del nostro Paese di fronteggiare shock finanziari avversi è comunque sostenuta da diversi elementi positivi: l’indebitamento del settore privato è tra i più bassi nell’area dell’euro; la posizione debitoria netta verso l’estero continua a ridursi beneficiando dell’ampio avanzo commerciale; l’elevata vita media residua del debito pubblico attenua la trasmissione dell’aumento dei rendimenti dei titoli al costo del debito”.

Effetti immediati sulla Borsa italiana. Il governo disposto a trattare con la UE? (fonte LaRepubblica)

Nell’incontro tra Conte, Tria e Junker che ci sarà questo fine settimana si potrebbe ridiscutere la manovra in corso di discussione in Parlamento. Si tratterebbe di modificare in qualità e quantità la manovra del 2019 venendo incontro alle richieste di Bruxelles. Una linea emersa chiaramente dalle parole del premier Conte che ha parlato di “rimodulazione degli interventi” e del ministro Tria che ha parlato di “dialogo che deve incentrarsi sulle misure cardine della manovra”.

La qualità della manovra: il Fondo monetario, nella sua recente visita e Commissione europea, nei suoi rapporti hanno entrambi messo in luce che il vero problema dell’Italia è la bassa crescita. Si tratta dunque di cambiare il mix della manovra mettendo l’accento sulle misure in grado di garantire lo sviluppo, tagliando quelle ritenute più da Stato assistenziale e a basso potenziale.
In pratica il fondo di 14 miliardi contenuto nella legge di Bilancio con le risorse equamente destinate a reddito di cittadinanza e quota 100, verrebbe quasi dimezzato. Le risorse così ricavate verrebbero indirizzate al potenziamento della crescita: sconti fiscali alle imprese, rafforzamento di industria 4.0, capitale umano.

La quantità della manovra: il target programmatico del deficit-Pil dovrà scendere dal 2,4 verso il 2 per cento. Tenendo conto che l’1,2 è il livello del deficit tendenziale, cioè in assenza di qualsiasi politica economica, per il 2019 e che per impedire l’aumento dell’Iva serve uno 0,7 di Pil si arriverebbe ad un livello di 1,9 per cento.
Si potrebbe salire al 2-2,1 per cento con la maggiore crescita dovuta ad un mix di interventi più efficace sul Pil e agli investimenti con la cabina di regia di Palazzo Chigi, ad una piccola manovra correttiva con rafforzamento delle coperture e ad un po’ di deficit concesso eventualmente da Bruxelles visto il nuovo quadro virtuoso.

Sicuramente settimana prossima non sarà proprio tranquillissima e questo nervosismo potremmo ritrovarcelo pari pari come aumento della volatilità in borsa.

Analisi grafica e previsionale di Proiezionidiborsa sul time frame giornaliero della Borsa italiana

Dopo un primo tentativo di tenuta andato a buon fine in chiusura di lunedì 19 novembre, le quotazioni hanno rotto il supporto in area 18.810 e adesso puntano il supporto successivo in area 18.335,. Successivamente il  FTSE MIB Future  potrebbe scendere fino al II° obiettivo di prezzo in area 17.560.

I rialzisti avrebbero la meglio con chiusure giornaliere del future superiori a 19.590.

Andiamo ora ad analizzare il time frame settimanale (prosegue dopo la figura).

FTSE MIB Future: proiezione ribassista in corso sul time frame giornaliero

FTSE MIB Future: proiezione ribassista in corso sul time frame giornaliero

Niente di nuovo sul time frame settimanale con le quotazioni che continuano a muoversi nel trading range 18.700-19.700 dimostrando una discreta forza della Borsa italiana visto come difende la tenuta del supporto in area 18.700.

Solo la rottura di uno di questi livelli potrebbe dare direzionalità nel medio periodo.

Per l’analisi mensile relativa al mese di novembre si rimanda all’articolo  Analisi, previsioni e prospettive per il FTSE MIB Future e Borsa italiana, clicca qui per leggere.

FTSE MIB Future: proiezione ribassista in corso sul time frame settimanale

FTSE MIB Future: proiezione ribassista in corso sul time frame settimanale

Borsa Italiana: disfatta o ripresa? ultima modifica: 2018-11-24T08:38:22+02:00 da Redazione

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