Borsa, il crollo si ferma ma l’economia italiana ne uscirà devastata

Termina una delle settimane più difficili per le Borse mondiali e per Piazza Affari in particolare. Questa ottava di Borsa appena trascorsa ha cominciato male ma ha chiuso in un modo che lascia un briciolo di ottimismo per Piazza Affari. Molto meno per la crescita del Pil, mondiale e nostrano. Vediamo perché.

Borsa, il crollo si ferma ma l’economia italiana ne uscirà devastata

L’ultima seduta della settimana vede Piazza Affari chiudere in rialzo. L’Ftse Mib, l’indice dei maggiori 40 titoli italiani ha terminato con un progresso dell’1,7%. E’ la seconda seduta consecutiva di rialzo. Per avere due sedute positive consecutive a Milano occorre tornare ai giorni del 3-4 marzo.

Altra buona notizia è quella che l’indice maggiore di Piazza Affari ha chiuso la settimana oltre i 15mila punti. Questo livello è considerato dagli analisti una soglia psicologica. Una specie di spartiacque tra la speranza di un rimbalzo consistente e il ritorno ad una discesa fino ai 12mila punti

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La recessione mette in ginocchio il mondo

Ma se sui mercato sono arrivate notizie positive, quello che arriva dall’economia reale è un messaggio profondamente pessimista, e purtroppo molto realista. Il mondo è all’inizio di una recessione globale e profonda come non accadeva dalla seconda guerra mondiale. Un misura del calo pesante della crescita economica mondiale è data dall’andamento del prezzo del petrolio. Non solo di quello attuale, già pesantemente ribassato, ma di quello dei prossimi mesi. Gli analisti di Standard&Poor hanno tagliato le loro previsioni sul prezzo del greggio a 10 dollari al barile, sia per il WTI che per il Brent. Contro i 23 dollari di chiusura di questa settimana. Il primo semestre dell’anno metterà in ginocchio le economie sviluppate di buona parte del mondo. Solo dal terzo trimestre tornerà la crescita che si rafforzerà nel quarto.

Borsa, il crollo si ferma ma l’economia italiana ne uscirà devastata.

C’è l’Italia dei mercati, del risparmio, degli investimenti. Una parte importante, fondamentale del nostro Paese. E poi c’è l’Italia dell’economia reale, della produzione, dei servizi, del lavoro. Che sarà devastata. Gli analisti del centro di ricerca Ref prevedono una contrazione del Pil italiano nel primo semestre 2020 pari all’8%. “La caduta -si legge nel report pubblicato oggi- riguarda con questa intensità solamente l’ultima parte del primo trimestre” Questo, secondo il report, potrebbe chiudere con un decremento del 3% sul quarto 2019. Ma nel secondo trimestre la caduta sarebbe di un altro 5% rispetto a quello precedente. Sempre secondo gli esperti del Ref solo nel terzo trimestre sarà possibile un rimbalzo.

Si sa che i mercati guardano avanti e scontano in anticipo il ciclo economico tra i tre e i sei mesi. La remota speranza è che i valori attuali della Borsa italiana inglobino già questo calo.

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