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Bonus di 100 Euro in busta paga, da Luglio meno tasse per i lavoratori dipendenti

Bonus di 100 Euro in busta paga, da Luglio meno tasse per i lavoratori dipendenti
Con lo stipendio di Luglio, molti lavoratori dipendenti troveranno 100 Euro in più nella propria busta paga. Purtroppo, non tutti avranno questa sorpresa positiva. Vediamo insieme in cosa consiste e a chi spetta veramente.
Con la Legge di Bilancio 2020, il governo ha deciso un taglio delle imposte per i lavoratori dipendenti. Questo provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale a Febbraio, proprio quando ha iniziato a prendere piede anche nel nostro paese la pandemia Covid19.

Probabilmente per questo motivo se ne è parlato poco, ma ormai è questione di giorni.

Bonus di 100 Euro in busta paga, da Luglio meno tasse per i lavoratori dipendenti. Chi ne ha diritto?

La Busta paga di Giugno 2020 è stata l’ultima con l’accredito del bonus fiscale di 80 Euro, anche detto “Bonus Renzi”. Da Luglio, i lavoratori dipendenti con reddito tra gli 8.174 e i 28.000 Euro percepiranno un bonus fiscale 100 euro mensili. Buone notizie anche per i lavoratori con reddito tra i 28.001 e i 40.000, che godranno di una detrazione progressiva, ovvero che diminuirà all’aumentare del reddito. Insomma, si tratta di un beneficio che andrà a tutelare le famiglie e i lavoratori della fascia media e che consentirà anche un aumento dei consumi: è probabile che con questo aumento delle entrate mensili, gli italiani andranno ad effettuare qualche spesa in più, e tutto a beneficio del commercio e dei consumi.

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Bonus di 100 euro in busta paga, da Luglio meno tasse per i lavoratori dipendenti. Chi ci guadagna e chi no.

Per molti lavoratori si tratta di un piccolo cambiamento in busta paga, poiché il nuovo bonus sostituisce il Bonus Renzi e quindi comporta un maggior reddito di circa 20 Euro mensili.
Al di sopra della soglia reddituale di 28.000 Euro, il bonus va a diminuire sino ai 40.000 Euro. Chi guadagna questa cifra o più, non avrà alcun bonus fiscale e continuerà a percepire la stessa busta paga. Il Decreto dello scorso Febbraio estende il beneficio fiscale anche a due categorie prima escluse: gli incapienti e buona parte dei pubblici dipendenti. Gli incapienti sono quei lavoratori con un reddito annuo inferiore a 8.174 Euro. Questi lavoratori, dovendo al fisco un’imposta mensile inferiore al bonus, non beneficeranno di una detrazione ma di un contributo in busta. Per la pubblica amministrazione ora verranno esclusi dal beneficio soltanto le persone impiegate in magistratura, presso la Presidenza del Consiglio, con carriere diplomatiche e prefettizie.
Insomma, buone notizie per gli italiani anche alla luce del possibile taglio dell’IVA.

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