Bonus ai dipendenti al gusto di caffè

Al caffè non si rinuncia sia a casa che a lavoro. E’ una delle nostre bevande preferite anche se in Finlandia ne fanno un consumo maggiore di noi. Con l’emergenza in corso ne facciamo più uso nonostante non sia indicato perché accelera lo stato di ansia. Ma intanto a Lavazza, fabbrica italiana più conosciuta per la produzione della miscela si lavora a pieno ritmo. Tanto che l’azienda ha fatto un regalo: bonus ai dipendenti al gusto di caffè. Un segnale economico all’ impegno del proprio personale che si sta dando da fare nei tre stabilimenti sparsi in Italia. I circa 650 dipendenti riceveranno 250 euro lordi al mese per marzo e aprile in base al numero di presenze in fabbrica. Restare a lavorare non solo aumenta il piacere di olfatto e gusto ma anche di guadagnare di più e fare bene alla cassa di famiglia.

Ma il caffè è necessario?

L’azienda che si occupa di produrre il caffè rientra nelle attività produttive industriali cosiddette “essenziali”, perché come codice Ateco viene classificato alla categoria di Industria Alimentare. Queste sono esenti dalla sospensione, in quanto considerate parte delle filiere essenziali.

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Il consumo del caffè è aumentato

Seppur bar, ristoranti e tante altre attività sono chiuse, il consumo di caffè è aumentato soprattutto nella confezione famiglia. Non potendo uscire tutti si preparano il caffè tra le mura domestiche. Il Gruppo Lavazza per soddisfare la richiesta del mercato sta lavorando a pieno ritmo soprattutto su determinate linee.

Tutti i collaboratori e il personale degli stabilimenti produttivi si stanno adoperando in questo senso. Il bonus ai dipendenti al gusto di caffè certamente non li cambierà la vita ma è sempre un incentivo che fa piacere.

I conti di Lavazza

Il 2019 si è chiuso in modo favorevole e i dipendenti hanno già ricevuto i premi in base ai risultati raggiunti. Si tratta di 3mila euro lordi in media, somma in crescita rispetto all’anno precedente.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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