Bonifici bancari, quando scattano i controlli del Fisco?

Che i nostri soldi e conti correnti fossero sotto il controllo vigile del Fisco non era certo una novità. Prelievi di denaro, versamenti e pagamenti sono sempre passati al setaccio. Una specie di Grande Fratello, di orwelliana memoria, non lascia spazio a spostamenti illeciti o non tracciabili. Attenzione però anche ai bonifici bancari. Questi ultimi devono essere opportunamente motivati se non si vuole incautamente inciampare in spinosi accertamenti. Vediamo, allora, quali rischi sono collegati e come evitare i controlli sui bonifici.

Chi rischia maggiormente

A proposito di bonifici bancari, quando scattano i controlli del Fisco? Come descritto in articoli precedenti, spetta all’Agenzia delle Entrate effettuare i doverosi controlli su alcune operazioni che potrebbero prestare il fianco a movimentazioni sospettose. Per quanto riguarda i bonifici, le movimentazioni di denaro passano tutte al setaccio del Fisco. Il rischio maggiore si pone non tanto per chi esegue il bonifico, quanto per il ricevente. In particolare, e si riceve una poderosa somma di denaro che non viene denunciata in dichiarazione dei redditi, allora sui bonifici bancari, scattano i controlli del Fisco. Perché accade questo? La ragione è semplice. Se l’importo ricevuto non è presente in dichiarazione dei redditi, allora esso viene considerato come un guadagno in nero.

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Gli accertamenti fiscali hanno valore retroattivo

Per giustificare l’ingresso di denaro tramite bonifico sul proprio conto corrente si deve procedere con la dichiarazione dei redditi. Riguardo ai bonifici bancari, quando scattano i controlli del Fisco?Se vi doveste trovare di fronte ad un processo tributario, l’unico modo per giustificare tale entrata sarebbe: prova scritta con datazione e motivazione circa l’esecuzione del bonifico. Gli accertamenti fiscali hanno valore retroattivo e possono trascorrere fino a 7 anni perché una movimentazione entri nel mirino dei controlli. Una delle buone regole da considerare è quella di rendere quanto più chiara possibile la causale legata al bonifico. E se un genitore volesse donare del denaro al proprio figlio? Certo, i controlli non scattano per un bonifico di qualche centinaia di euro. Tuttavia, è sempre bene specificare la ragione del trasferimento di denaro. Se uno dei due familiari ha un’impresa, ad esempio, l’occhio vigile del fisco potrebbe essere ancora più cauto e attento. Per difendersi dai controlli, la maniera più sicura è sempre quella di rispettare la tracciabilità di pagamenti e spostamenti di denaro.

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