Bolla speculativa? Rialzi dei mercati fino al 16%?

Mercoledì scorso la Fed ha tagliato i tassi di interesse dello 0,25%. Ai mercati non è piaciuto ma da Ubs arriva un allarme per una possibile bolla speculativa.

La posizione della Fed

Questa settimana la Federal Reserve statunitense ha deciso, come ampiamente previsto, di tagliare il costo del denaro dello 0,25%. Una decisione che non è però piaciuta ai mercati perché contornata da dichiarazioni giudicate confuse da parte del governatore Jerome Powell. Infatti il numero uno della banca ha sottolineato che non sarà l’avvio di un nuovo ciclo di accomodamento ma una sorta di “aggiustamento di metà ciclo”. Una dichiarazione che ha deluso non solo i mercati ma anche il presidente Usa Donald Trump il quale si aspettava addirittura un taglio dello 0,5% e, forse, anche il riavvio del Quantitative Easing. Una speranza che si inquadra nel più ampio disegno del presidente di un dollaro leggero per favorire l’export. Ma che, invece, contrasta nettamente con una realtà economica che, sebbene non in rally, dimostra comunque di essere in buona salute.

L’allarme di Barclays su una bolla speculativa

Ma la decisione della Fed è comunque sufficiente, secondo il  CEO di Barclays per far nascere “bolle speculative sugli asset” a causa del ritorno dei bassi tassi di interesse. Tassi che potrebbero presto essere rivisti anche dalla Banca centrale europea (BCE) che li ha già posti ai minimi storici a seguito della strategia, ormai vecchia di 7 anni con quel whatever it takes pronunciato il 26 giugno 2019 da un Mario Draghi che ha fatto storia. Era il culmine della crisi del debito sovrano dell’Eurozona e la sua intenzione era quella di mettere in campo tutte le possibili armi in mano della Banca nel tentativo di stimolare l’inflazione e la crescita.

La banca centrale inglese

Da parte sua, intanto, anche la Banca d’Inghilterra ha mantenuto il suo tasso stabile allo 0,75% confermando però anche l’intenzione, in caso di difficoltà post Brexit, di adoperarsi a sua volta per sostenere l’economia della Gran Bretagna. Anche alla luce di tutto questo Jes Staley, CEO di Barclays ha dichiarato che se i tassi di interesse governativi arrivassero effettivamente a zero, potrebbero creare bolle speculative su alcuni asset. In altre parole i bassi tassi di interesse persistenti ormai da anni nelle politiche monetarie delle banche centrali rischiano di creare “bolle” che poi potrebbero scoppiare se i tassi di interesse dovessero ricominciare a salire.

La storia: rialzo verticale dei mercati dopo il taglio dei tassi Fed

Come scritto in un recente report di ProiezionidiBorsa, ogni volta  in un ciclo economico similare a quello attuale, che la banca centrale americana ha tagliato i tassi in modo”proattivo” si sono verificati rally dei mercati americani fino al 16% nei successivi 12 mesi.

Questo è accaduto a gennaio 1971, ottobre 1984, ottobre 1987, luglio 1989, luglio 1995, settembre 1998.

Attenzione quindi a quello che potrebbe accadere fino al 9 agosto in quanto si potrebbero creare le basi per forti rialzi dei mercati che oggi quasi più nessuno si attende!

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