BoE ferma, in perfetto British style

Senza riparlare per oggi della BREXIT ci piace soffermarci sul decisionismo autoctono della Bank of England, la BOE.

Il pragmatismo degli inglesi può non piacere o risultare antipatico.
Certamente si muovono con risolutezza e capacità di prendere decisioni anche controcorrente, assolutamente patrimonio storico nazionale.

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La BoE , chiaramente con l’appoggio del governo, ha rifinanziato e di fatto risanato a suo tempo le grandi banche inglesi in crisi da sub-prime di fatto nazionalizzandole.

Senza indugi e penitenze, a cominciare da pulizia e regole sugli asset tossici e al ricambio totale dei vertici.

BoE politica autonoma sui tassi

Ora suscita ammirazione la dinamica totalmente autoctona della BoE in materia di tassi.
Ad agosto la BoE, prima ancora della FED, alzò i tassi approfittando evidentemente della fase ancora di lavorio sulla BREXIT e degli ottimi dati macroeconomici del momento.

Inoltre, oggi molti si attendevano che la BOE emulasse la FED e alzasse a sua volta i tassi di d’interesse.

Nei fatti il pragmatismo inglese ha vinto ancora: BREXIT ancora nelle more di importanti decisioni da prendere? Ebbene, meglio non caricare i mercati anche di un rialzo dei tassi e dunque tassi fermi.

Decisione coraggiosa e anti-conformista visto che è stata presa nonostante una serie di dati macroeconomici di giornata assolutamente invidiabili.
Dati che avvicinano l’economia britannica più al virtuoso ciclo economico americano che non al balbettante ciclo dell’economia in area UE.
Vediamoli in tabella.

Dati macroeconomici britannici brillanti!

  GBP Vendite al dettaglio principali (Mensile) (Nov) 1,2% 0,2% -0,4%
  GBP Vendite al dettaglio principali (Annuale) (Nov) 3,8% 2,3% 2,8%
  GBP Vendite al dettaglio (Mensile) (Nov) 1,4% 0,3% -0,4%
  GBP Vendite al dettaglio (Annuale) (Nov) 3,6% 1,9% 2,4%

Infine, si noti una vera e propria esplosione delle vendite al dettaglio sia su base mensile che su base annuale. Ampiamente sopra i consensus e i dati della precedente rilevazione.

A smentire una volta di più gli effetti nefandi da molti pronosticati per il post BREXIT.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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